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Davide Faraone dopo essere stato accolto al palazzo comunale di Polizzi Generosa, ha presentato il suo libro “sottosopra” in una piazzetta alla presenza di una buona parte di semplici cittadini ma, anche di una parte di persone interessate al tema dei precari,enti locali,forestali e docenti, ultimo tema da pelare assieme a quello dei forestali. La presentazione del libro viene introdotto dal segretario del PD di Polizzi Giovanna Curatolo e da Gandolfo Librizzi che sintetizza – alcuni aspetti della Sicilia che vogliamo, libero di parole che dobbiamo mettere per iscritto e consegnare al pubblico con idee che possono essere la chiave di svolta per immaginare un futuro diverso per la Sicilia nel quale affronta le varie tematiche politiche ai problemi di questa terra in parte irrisolte da tempo.-
Dopo varie domande della Curatolo sul libro, Faraone ha dato la parola al pubblico affrontando i problemi attuali ,uno di questo quello dei Forestali, ove era presente Antonio David di Forestalinews e dove ha posto apertamente il problema attuale del comparto a Faraone, affermando che – la riforma forestale che non porta nessun vantaggio ai lavoratori e non basta tergiversare sul cambiamento del nome della fascia di competenza per risolvere il problema e, il fatto stesso che lei parla di stabilizzare i precari conferma le aspettative quotidiane di noi operai, volendo dal governo nazionale e regionali delle risposte certe su tale situazione. L’essere produttivi è elemento essenziale per tutti e il fatto di cambiare solo il nome con trimestralisti,quadrimestralisti e semestralisti è una presa in giro per un comparto che chiede altro. La riforma fatta da Cracolici e il suo Governo doveva essere fatta prendendo in causa i lavoratori come un buon padre di famiglia che interpella i propri figli dicendo cosa và e cosa non và in famiglia, quindi da questo si presume un conseguente smantellamento del comparto-.
A tale affermazione Faraone dopo aver ascoltato altri precari del settore della scuola, ha risposto sui forestali affermando che – intanto c’è da apprezzare il fatto che ci sia per la prima volta un Assessore che ha proposito nel settore una riforma che da tanti anni ci trasciniamo dietro in emergenza, senza che mai si affronta alla radice la questione e tralascio anche il fatto che su questa storia dei forestali Siciliani è presentata come la barzelletta d’Italia quindi dobbiamo togliere questa condizione su un settore che per me è strategico e credo che sia anche interesse vostro, poi è chiaro che questa riforma è stata predisposta insieme ai sindacati e le associazioni dove ognuno potrà dire la sua, così come è importante il fatto che gli stipendi dei lavoratori precari possono essere pagati con la richiesta che genera quella ricchezza nel lavoro indispensabile, altrimenti torniamo ad essere una prospettiva di tipo esistenziale per cui far funzionare il settore forestale genera richiesta indispensabile e nel tempo stesso garantisce massima disponibilità , cercando di ridurre anche il numero dei forestali. Abbiamo fatto un incontro a cui ha partecipato anch’io anch’io con il ministro Poletti per verificare se era possibile fare dei percorsi di accompagnamento alla pensione e una serie di attività che si possono attuare visto anche l’elevato numero di forestali e al tempo stesso far funzionare il servizio al meglio , così come il fatto del settore antincendio ove il servizio inizia spesso molto più tardi di quando invece dovrebbe iniziare ed è chiaro che tu stai svolgendo servizio in maniera negativa ,che non dipende dai lavoratori ma nell’organizzazione che in breve oggi non è un sistema, per cui io mi impegno in questa direzione a parlare con le stesse parti in un percorso di concertazione e dialogo per vedere come mettere in campo misure anche con il governo nazionale –
Certo parole che non fanno una grinza, ma certamente parole che già sappiamo e che faranno il suo corso, quel percorso che sembra destinato a morire se solo i forestali si svegliassero dal profondo coma, prendendo atto che la situazione la si può soltanto risolvere se i lavoratori lo vorranno.

Antonio David