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Riceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato del Meetup del Movimento 5 Stelle di Cefalù a firma di Giuseppe Provenza:

“ Il punto nascita dell’ospedale di Cefalù “ Fondazione G. Giglio”, reparto all’avanguardia e punto di riferimento dei cittadini cefaludesi e madoniti, rischia di chiudere il 31 dicembre 2016 se non verranno raggiunti i 500 parti l’anno. E’ quanto denuncia in una nota il Meetup di Cefalù .” Ad oggi il centro nascite ha all’attivo circa 170 nascite con unità operativa di ostetricia e ginecologia efficiente dotata di ginecologi, ostetrici , pediatri e personale infermieristico altamente specializzato, a cui afferisce anche un servizio di pediatria che offre assistenza specialistica sia in regime ambulatoriale che in regime di degenza e garantisce le urgenze ostetriche e ginecologiche con turni di guardia attiva 24 ore su 24. Inoltre nell’ambito dell’assistenza al parto spontaneo è attivo anche il SERVIZIO DI PARTOANALGESIA 24ore su 24 con visita anestesiologica programmata in regime di preospedalizzazione utile a fornire alla gestante tutte le informazioni inerenti le tecniche anestesiologiche. Nonostante tutto questo, nell’ultimo anno la paventata chiusura e una politica denigratoria, hanno fatto si che molte partorienti abbiano preferito andare a Termini Imerese o a Palermo perché convinte che il reparto non sia più efficiente e sia carente di personale. Ma tutto questo è FALSO.
Semmai ci sono oggettivi, e insuperabili disagi di viabilità che rendono difficili i collegamenti con il territorio e che potrebbero comportare inadeguatezza dell’assistenza sanitaria, anche dopo il provvedimento di chiusura del punto nascita di Petralia.
I paesi delle Madonie – spiega Giuseppe Provenza del meetup di cefalù – si trovano a un’altitudine media di 1000 metri sul livello del mare e il rischio che il parto sfoci in una tragedia è elevatissimo, anzi, aumenterebbero i parti programmati con taglio cesareo, venendo meno quanto previsto dal piano stesso, che dovrebbe prevedere una riduzione al taglio cesareo e l’implementazione dell’epidurale.
Noi Siciliani dovremmo poterci permettere la sanità migliore d’Europa. La compartecipazione della Regione siciliana alla spesa sanitaria è passata dal 42,5% del 2007 al 49,11% del 2009, per un valore stimato in 600 milioni di euro l’anno e quello che dallo Stato non riceviamo (per il 2016) 500 milioni dell’Irpef dei siciliani che, ex art.55 dell’esercizio provvisorio appena approvato, è subordinato alla definizione di un accordo tra Stato e Regione stessa. Ecco, quindi, che come premio per la sudditanza dimostrata ed i soldi avanzati, la Sicilia ottiene chiusure di ospedali e reparti.
I Parlamentari nazionali e regionali del Movimento 5 stelle interesseranno, la Regione e il Ministro Lorenzin ,affinché si possa rimodulare la rete dei punti nascita basandosi non solo su mere soglie fisse su cui chiedere deroghe, come fossero favori, ma sulle reali esigenze del territorio, tenendo conto anche delle gravissime carenze infrastrutturali della Sicilia. L’evento Italia 5 stelle che si svolgerà a Palermo il 24 e 25 settembre, sarà l’occasione per parlare anche di questa vicenda e non si esclude in incontro proprio a Cefalù.