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Il Ministero dell’ambiente punta gli occhi sulla discariche siciliane e in particolar modo nel capire se fra queste ci siano state delle irregolarità nella gestione dei rifiuti. Tra queste nel mese di Agosto sono state poste sotto osservazione quelle di Lentini e di Castellana Sicula, ed esattamente a Balza di Cetta dove sono sorte delle perplessità, così come riportate anche da “Repubblica” definita come “punta di un iceberg”, dove secondo i tecnici dell’ARPA nel centro madonita vengono trattai fino a 220 tonnellate al giorno rispetto alle 70 autorizzate. Nonostante tutto questo, viene posto sotto osservazione il fatto che in una delle vasche si sta creando una vegetazione con probabile aumento del rischio incendi, quindi con un probabile impatto ambientale che porterebbe a conseguenze non più controllabili. Il direttore dell’AMA Santo Castagna, dichiara che questo problema verificatosi, rimane momentaneamente in quanto si è verificato dal fatto che c’è stato un periodo in cui si è avuto un problema di discariche a livello regionale e i rifiuti sono stati concentrati sulle Madonie, comprese anche quelle di Bellolampo, quindi obbligati a riceverli con ordinanza regionale, nonostante pensa che le cifre non corrispondano a verità in quanto si differisce l’immondizia umida da quella secca , quindi con procedimenti diversi di separazione e trattamento.
Successivamente all’ordinanza sono arrivati a Castellana vari camion carichi di rifiuti, per un deposito temporaneo, per poi riportarli nuovamente a Bellolampo con un via vai giornaliero privo di senso. Tale discarica baste per i 13 comuni madoniti ove l’AMA gestisce con una produzione complessiva di circa 25 tonnellata giornaliere ma, in casi di emergenza come successo circa un mese fà, la si mette a disposizione per eventuale bisogni, ma visti i casi non può permettersi seppur per tempi brevi, di “allargarsi” tanto visto le quantità che possono arrivare da fuori.

Antonio David

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