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I soggetti chiamati in causa dalle precisazioni del Sindaco di Geraci Siculo, Bartolo Vienna, in merito a quanto accaduto nella seduta di Consiglio comunale del 26 ottobre scorso, hanno voluto replicare al primo cittadino. L’acceso dibattito era sorto a proposito del premio che il Ministero degli Interni ha assegnato alla cittadina madonita in quanto comune virtuoso nell’accoglienza dei migranti.
A destare lo scontro in Consiglio erano state le dichiarazioni del capogruppo di minoranza, Antonio Spallina, che aveva sottolineato, a dispetto della premialità riconosciuta dal Ministero, il carattere fallimentare e poco virtuoso dell’azione della Giunta Vienna in materia di accoglienza e integrazione. «I toni alquanto duri, ricattatori e perfino minacciosi – ci dice Spallina – utilizzati dal Sindaco Vienna nell’articolo di replica nei confronti delle strutture che ospitano immigrati a Geraci, confermano l’esistenza degli atteggiamenti ostili da me evidenziati nella seduta del Consiglio Comunale del 26/10/2016; purtroppo la triste realtà consiste nel fatto che le dinamiche di sviluppo messe in campo dal Sindaco Vienna per la nostra Comunità non vanno oltre alla progettazione di servizio civico e servizio civile di precaria e clientelare fattura; mentre nei confronti delle prestigiose attività produttive ed economiche presenti a Geraci, si procede a colpi di carta bollata o con assordanti silenzi o con ostruzionismi vari o con fumose promesse prive di riscontri».
Sul tema è intervenuto nuovamente anche Damiano Lo Cicero, presidente della cooperativa che gestisce i centri di accoglienza dei minori non accompagnati, il quale tiene a precisare che, anche a non voler ritenere l’accoglienza una risorsa, di certo non la si può intendere come una criticità in termini di costi, di responsabilità per il Sindaco o di pericolosità per la piccola Comunità geracese: «In verità – ci dice Lo Cicero – il controllo giornaliero delle presenze è un incarico affidato alla struttura ospitante che quotidianamente provvede ad inviare al Comune, così come a tutti gli altri organismi competenti, una e-mail con il numero ed i nominativi degli ospiti presenti; rispetto alla verifica delle fatturazioni, si tratta di un’attività con cadenza trimestrale; riguardo, poi, all’incremento di attività a carico dei servizi demografici, bisogna precisare che ognuno degli immigrati richiedenti la carta d’identità “paga” alla stregua di un qualsiasi cittadino geracese, rappresentando sì un incremento delle ordinarie funzioni dell’ufficio ma anche un incremento degli introiti; l’unico reale incremento di attività sarebbe dovuto essere a carico dei Servizi sociali, le cui ore di servizio, invece, si sono incomprensibilmente ridotte da alcuni giorni a poche ore a settimana”.
Infondate, inoltre, le dichiarazioni di Vienna in ordine all’attività di carattere sociale conseguente ai numerosi e continui affidamenti al Sindaco di minori non accompagnati disposti dal Tribunale di Palermo: «Anche in questo caso – continua Lo Cicero – possiamo dire che si tratta di una dichiarazione mendace che assume un carattere tragicomico; il Sindaco, infatti, non è mai stato nominato tutore dei minori non accompagnati ospiti nei nostri centri, ad eccezione del primo affidamento, disposto dal Tribunale nel 2014, in occasione del quale, comunque, il Sindaco delegò il responsabile del centro; da allora il Tribunale non lo ha più richiamato; inoltre, è noto a tutti che il Tribunale di riferimento per il nostro Comune è quello di Termini e non di Palermo, dunque è semplice per tutti, anche per chi è estraneo ai fatti, dedurre che mai il Sindaco si è recato dinanzi a un tribunale a causa degli impegni conseguenti alla nostra attività di accoglienza”.
Riscontro concreto ha, invece, il mancato sostegno dell’Amministrazione al diritto allo studio e alle esigenze dei rifugiati: «Quest’anno per la prima volta a Geraci – ci dice ancora Lo Cicero – si stanno sperimentando le classi miste, un fenomeno che in molti altri luoghi è diffuso ormai da anni; i sei minori del centro “Casa San Pietro”, che attualmente frequentano la scuola dell’obbligo, non gravano sulla comunità neanche per un solo euro, in quanto la loro iscrizione è totalmente a carico della “Cooperativa Sant’Antonio, e non è stato chiesto né elargito alcun contributo a tal fine; anzi, cogliamo l’occasione per ricordare al Sindaco che, per non gravare realmente sulle finanze comunali, la Cooperativa Sant’Antonio, fino ad oggi, ha rifiutato la quota giornaliera di 30 euro per ogni minore ospitato, che le spetterebbe per legge e che il nostro Comune non paga solo per la coscienza civica dell’ente che dirigo; siamo consapevoli, infatti, delle difficoltà economiche che, al giorno d’oggi, gravano sui Comuni e dunque sui cittadini”.
Lo Cicero tiene, infine, a fare un’ultima precisazione e un auspicio: «Per quanto riguarda l’invito ad intensificare la sorveglianza, ricordiamo al Sindaco che il nostro centro attua una sorveglianza 24 ore su 24, garantita dalla continua presenza degli operatori anche nelle ore notturne; ogni geracese è testimone del fatto che nessuno dei nostri ragazzi stranieri ha mai rappresentato una minaccia; abbiamo risposto al Sindaco – conclude Lo Cicero – solo per il dovere di informare la collettività sulla verità dei fatti e perché non è possibile tacere di fronte ad una serie di falsità, sia per il rispetto e la dignità del nostro lavoro, sia per i nostri ospiti che ogni giorno s’impegnano nell’arduo compito della lotta al pregiudizio; non intendiamo comunque rispondere più ad alcuna replica o illazione”.
Il centro di accoglienza sito presso l’ex Hotel Ventimiglia, per bocca della responsabile, Ilene Parrivecchio, ritiene inutile entrare in polemica con il Sindaco. A parere della stessa, la migliore risposta che si possa dare sta negli esempi, e in particolare nella storia di Riace, piccolo borgo calabrese simile a Geraci, dove, grazie al lavoro del sindaco, Domenico Lucano, sono stati accolti e integrati centinaia di migranti riuscendo così a fermare lo spopolamento e a dare una nuova vita alla comunità. Il caso di Riace mostra una realtà all’avanguardia su cui, peraltro, si sta elaborando un documentario che verrà proiettato nelle scuole.
Abbiamo, infine, raccolto anche la dichiarazione del Parroco di Geraci, don Francesco Sapuppo, anch’egli impropriamente chiamato in causa dal Sindaco Vienna: «In merito alla replica del Sindaco su quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio comunale – ci dice il Parroco – non ci si può esimere da alcune precisazioni per quanto di competenza; non risponde al vero quanto afferma il Sindaco riguardo all’assenza delle istituzioni ecclesiastiche al momento della tumulazione delle salme di Lampedusa; in quell’occasione il sottoscritto non poté essere presente perché avvisato all’ultimo momento; abbiamo comunque successivamente celebrato per le vittime di Lampedusa una Santa Messa di suffragio proprio nella chiesa del Cimitero, alla presenza di una delegazione di profughi e dell’attuale Amministrazione; il sottoscritto, peraltro, non fu mai avvisato, in qualità di Parroco e di presidente della Caritas, della presenza dei profughi siriani, né mai informato di alcuna attività a loro favore; si diffida chiunque, pertanto, dal continuare a pronunciare dichiarazioni destituite di qualsiasi fondamento”.
A conclusione della vicenda, dunque, s’impone la necessità di suggerire “bagni di umiltà” e di volgere lo sguardo alla dimensione autentica di un’accoglienza semplice e genuina, com’è da sempre nel senso civico della Comunità geracese.
Antonio Anatra

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