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Si chiude il cerchio sulle rapine violente. Sgominata l’intera banda dell’Operazione “Linea D’Addio 2” che agiva con coltelli e mannaie. Oltre la dozzina le rapine perpetrate tra Termini Imerese, Cerda, Campofelice di Roccella, Lascari, Capo D’Orlando e Sant’Agata di Militello. Erano spietati, violenti e spavaldi mentre agivano di notte sorprendendo le vittime nel sonno, incappucciati picchiavano gli anziani per poi derubarli.
I poliziotti del Commissariato di Termini Imerese, assieme ai colleghi di Patti, hanno chiuso il cerchio su una banda composta da otto persone che, senza scrupoli e attraverso violente rapine, hanno messo a segno una serie di colpi, prendendo di mira prevalentemente le villette isolate tra il messinese e il palermitano. All’alba di oggi i poliziotti hanno eseguito le misure cautelari emesse dal Gip Andrea La Spada su richiesta del sostituto procuratore, Giorgia Orlando. In carcere sono finiti Gianluca Terrana, 31 anni, di Termini Imerese; Angelo Incardona, 30 anni di Campofelice di Roccella; Giuseppe Augetto, 30 anni; Francesco Lamia, 29 anni; Antonino La Bua, 28 anni, tutti di Termini Imerese. E i rumeni Robert Constantin Aioani, 22 anni e Iulian Giorgian Hatos, 23 anni. Ai domiciliari, invece, Franco Galati Rando, 48 anni, di Tortorici, Denunciati a piede libero: Caterina Cavallaro, 27 anni, di Termini Imerese, e Salvatore Terrana, 57 anni, di Termini Imerese. Tutto ha inizio nell’ottobre scorso, quando a seguito di una prima fase di indagine, scattata dopo una violenta rapina ai danni di due anziani coniugi di Ucria, i poliziotti riuscirono a bloccare i criminali, individuando a loro carico tutta una serie di responsabilità per quel reato e per altri furti in abitazione messi a segno a Termini Imerese e Sant’Agata Militello. I malviventi, incappucciati e armati di coltello e mannaia, li hanno derubati di tutto ciò che di valore possedevano, tenendoli sotto sequestro mentre raggiungevano e razziavano una seconda abitazione, sempre di loro proprietà, situata a Capo d’Orlando. Da allora gli agenti sono riusciti a delinare i contorni della banda, organizzatissima nelle sue incursioni. Si tratta infatti, di una vera e propria associazione per delinquere che, priva di ogni scrupolo, si era aggregata per rapinare e mettere a segno furti e rapine. Intercettazioni telefoniche, messaggi vocali su Whatsapp con un linguaggio in codice (i colpi erano “il campionato di calcetto”). Al centro di tutto, dominava la figura di Gianluca Terrana, 31enne di Termini Imerese. Pianificava i colpi, tenendo le redini del gruppo e piazzando i basisti, fondamentali nel loro compito durante i blitz violenti. Terrana si faceva fotografare, quando a colpo compiuto, esibiva il bottino, anche in bagno. A testimoniarlo ci sono un paio di foto con tanto di banconote a favore di flash per un “selfie di prima pagina”. Le nuove indagini hanno portato i poliziotti a far luce della rapina realizzata in una villa di Termini Imerese ai danni di tre donne anziane. La banda ha fatto irruzione incappucciata e armata di pistole. Le tre vittime, sono state sequestrate in una stanza, schiaffeggiate e scaraventate per terra. Dopo le grida i rapinatori sono stati costretti a scappare nelle campagne vicine, ma sulla loro strada hanno incontrato i parenti delle anziane. Anche loro – hanno raccontato gli inquirenti -sono stati picchiati. Segno che la banda non si fermava davanti a nulla. Fino all’alba di oggi, quando la polizia ha fatto scattare gli arresti. La banda agiva attraverso un collaudato sistema che partiva dalla condivisione dei luoghi e delle abitazioni da colpire, seguita da sopralluoghi. Un vero e proprio copione con una specifica ripartizione dei ruoli. Pesanti le posizioni degli indagati. A Gianluca Terrana gli investigatori attribuiscono un ruolo carismatico e di promotore e organizzatore delle attività illecite della banda. Svolge una funzione di pianificazione e preparazione dei colpi da eseguire, tenendo i contatti con i basisti per acquisire informazioni sugli obiettivi, effettuando sopralluoghi e percorsi. Generalmente, rimaneva fuori dalle abitazioni a coordinare le attività criminali dei complici e impartendo ordini per poi recuperare i suoi uomini al momento della fuga. Pare decidesse anche l’abbigliamento da indossare. Le sue disposizioni giungevano attraverso un linguaggio metaforico collaudato. Per gli inquirenti, la sua spavalderia si evince anche dalle foto che lo stesso Terrana si scattava, ritraendosi nell’atto di ostentare un notevole quantitativo di banconote di grosso taglio, provento di una delle tante incursioni. Antonino La Bua, Francesco Lamia e Giuseppe Augetto sono ritenuti collaboratori perfettamente a conoscenza delle attività del sodalizio, al quale partecipavano fattivamente, conseguendone parte dei proventi. Rappresentano, secondo le indagini, i fedeli collaboratori di Terrana, quasi sempre presenti fisicamente nell’esecuzione dei colpi. Avrebbero messo a disposizione i propri veicoli per gli spostamenti, i sopralluoghi e l’esecuzione. Angelo Incardona è ritenuto dagli inquirenti una preziosa fonte di informazioni su selezionati obiettivi. Informazioni messe a disposizione del gruppo dietro un corrispettivo, interloquendo principalmente con Terrana. Per gli investigatori ha partecipato personalmente a qualche colpo, intervenendo direttamente al bisogno per assicurare la fuga dei sodali. Franco Galati Rando, figura di basista, fonte di cui la banda si è avvalsa per la selezione di obiettivi per le attività criminali da compiere nel messinese. I rumeni Robert Constantin AIOANI e Iulian Georgian HATOS costituiscono la pericolosa manovalanza, grazie alle loro attitudini e abilità fisiche. Il sodalizio li utilizza secondo le esigenze, governandone i movimenti e conducendoli sui luoghi dei colpi per poi recuperarli a conclusione delle operazioni o in caso di fuga. Tre furti in abitazione sono stati consumati a Lascari nella notte tra il 2 e il 3 dicembre scorsi, un altro a Campofelice di Roccella nella notte del 14 dicembre. Qui emergono chiare le modalità sistematiche della banda. La sera del 10 dicembre scorso, il gruppo entrava in azione nell’abitazione occupata da tre donne anziane in una zona di campagna di Termini Imerese. Tutti armati di pistole e travisati di passamontagna scuri, guanti e sciarpe, i malviventi facevano irruzione, intimando alle anziane di entrare nella stanza accanto. La riluttanza di una di loro, colta da malore, scatenava la violenza dei criminali che schiaffeggiavano le malcapitate, scaraventandole per terra. Ed altre tre rapine sono state compiute a Termini Imerese. Pestati a sangue nelle campagne di Cerda un’altra coppia di anziani sorpresi nel sonno. A far spiccare le ordinanze di custodia cautelare è stato il GIP Andrea La Spada, su richiesta del Sostituto Procuratore Giorgia Orlando, che ha dato mandato di esecuzione agli agenti del commissariato di polizia di Termini Imerese, diretti dal vicequestore aggiunto, Francesco Cassataro.

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