CecalSrl

Petralia Soprana Luglio 1943

Nei primi giorni del mese cominciarono ad arrivare i militari italiani e tedeschi.I tedeschi erano accampati a Villa Sgadari,gli italiani un po’ ovunque,gli ufficiali con le famiglie al seguito occuparono le poche case ancora vuote.Gli sfollati da Palermo avevano riempito il paese.Gli italiani piazzarono un grosso cannone tra Moncasi e Madonnuzza,e delle mitragliatrici al Monte ,sotto Loreto.I tedeschi governavano un cannone al Parco delle rimembranze ed uno a Villa Sgadari.Dal giorno dello sbarco degli ^alleati^ cominciarono ad arrivare notizie allarmanti,stragi,stupri,incendi.L’esercito italiano si dissolse,non rimase un vestito da uomo nelle nostre case,per evitare la prigionia i soldati si nascosero nelle campagne o cercarono di raggiungere il Nord.Nardino Schimmenti,che era stato precipitosamente catapultato in Sicilia,fu sorpreso a Milazzo,passò lo stretto ma l’armistizio lo sorprese ne Sud italia,tornò a casa dopo parecchi mesi,nessuna notizia.Il 18 cominciammo le nostre peregrinazioni,Mio padre vendette la giumenta e lìauto,per paura del sequestro.Io,Alberto e mio padre andammo a Saccù,mia madre con i piccoli Antonio e Gino raggiunsero lo zio Carmelo a Santa Caterina,quando le bombe arrivarono a Giaia noi andammo a Fiumicello,dormivamo all’addiaccio,la mamma si uni’ ad una carovana che andava verso la montagna,ma vennero mitragliati da un aereo,tornarono a casa,anche noi grandicelli rientrammo,una bomba era caduta presso Serraddamo.Il 22 eravamo tutti a casa,nelle cantine,le donne a recitare il Rosario,noi davanti la porta a sbirciare.Verso le 10 andai a prendere la zia Vittoria che non si era voluta muovere da casa,ma erano arrivate già le prime bombe,erano morti i Federico ed i Ragazzo.Prendemmo la strada di sopra che porta al Monumento,in quel momento una bomba cadde proprio all’incrocio della Via Garibaldi col Corso Umberto.Nasceva Gaetano Messineo.

L’epilogo.
I sibili e le esplosioni terminarono verso le 13,un aereo alleato aveva individuato il cannone tedesco,butto’ una bomba a Villa Sgadari,morirono 4 o 5 tedeschi.Vittorino Cerami,il marinaio che aveva subito due affondamenti,la seconda volta rimase 40 ore in acqua,trascinò sino alle coste dell’Albania una zattera con suoi commilitoni malconci,a casa per riprendersi, stava alla finestra e ci segnalava dove colpivano le bombe.Dalle 13 alle 15 il paese fu avvolto da un silenzio spettrale,verso le 15,30 una Jeep americana con una mitragliatrice fece il suo ingresso in paese,si fermò in piazza,piano piano cominciammo ad uscire di casa,qualcuno applaudiva,io non capivo.
Avevano iniziato a cannoneggiare le prime case del paese,verso le 8 di mattina,Un proiettile sventrò la casa dei Torregrossa,uccise padre e figlio,anche il mulo che era nella stalla,i Federico morirono per un atto di altruismo,volevano portare in salvo una vecchietta che abitava di fronte alla loro bottega,furono centrati in pieno,gli alberi del corso erano carichi di brandelli e sangue.
Solo i Carabinieri rimasero al loro posto,con l’aiuto di volontari provvidero a mettere i resti in sacchi che furono poi seppelliti al cimitero in forma anonima.

foto dall’archivio di Gaetano Di Chiara