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“A seguito della constatazione del fatto che la società ” Sorgenti Presidiana” ha fermato l’impianto di potabilizzazione, il Comune di Cefalù , come promesso ai cittadini nei giorni scorsi, si è immediatamente attivato  per  garantire l’erogazione idrica.
In particolare il sottoscritto, nella qualità di Autorità Sanitaria Locale, ha emesso in data odierna l’ordinanza n. 47 con la quale ha affidato l’incarico, ad una ditta specializzata, a provvedere, con somma urgenza, alla periodica verifica dei livelli di approvvigionamento idrico all’interno delle vasche di accumulo del serbatoio urbano e del serbatoio di Croce Parrino e al dosaggio di cloro, all’interno delle stesse, al fine di garantire dal punto di vista igienico sanitario il rispetto dei parametri microbiologici e batteriologici dell’acqua immessa nella rete idrica cittadina.
In questo modo sarà assicurata la costante erogazione di acqua in tutte le fasce orarie.
Si rammenta che è tuttora vigente l’ordinanza n. 50 del 17.06.2016 con la quale è stata dichiarata la non potabilità dell’acqua del pubblico acquedotto a causa del superamento dei limiti di cloruro e sodio.
Con la chiusura del Potabilizzatore la clorazione consentirà di mantenere sotto controllo i livelli batteriologici e microbiologici dell’acqua distribuita in rete.
Al contrario di quanto accade anche in comuni vicino al nostro a Cefalù, non vi è una carenza di risorsa idrica,  ma l’erogazione discontinua è dipesa finora dal fatto che l’impianto di potabilizzazione, gestito dalla società ” Sorgenti Presidiana” produceva la quantità minima contrattuale di 6500 m³ giornalieri, a fronte degli oltre 10.500 m³ giornalieri prodotti in passato durante la stagione turistica.
Come già più volte ribadito il Comune di Cefalù si era impegnato a garantire la prosecuzione del servizio di potabilizzazione, sia attraverso la richiesta all’autorità territoriale idrica di Palermo  della necessaria autorizzazione ad anticipare la somma di euro 500.000 alla società ” Sorgenti Presidiana”, quale acconto per le maggiori somme dovute e con riserva di rivalsa nei confronti dal gestore del servizio idrico non appena individuato.
Tuttavia non siamo mai stati disposti ad accettare che per mantenere gli altissimi costi di potabilizzazione e di energia elettrica, a seguito di un contratto stipulato nel 2000, si pretenda di raddoppiare le tariffe, cosa peraltro impossibile per legge, facendo ricadere solo sui cittadini di Cefalù le diseconomie degli altissimi costi di potabilizzazione che vanno, invece, suddivise tra tutti gli 82 comuni della provincia di Palermo, nel rispetto dei principi del gestore unico d’ambito e della tariffa unica d’ambito, previsti, entrambi, dal legislatore nazionale.
La chiusura del Potabilizzatore se, da un lato, non determina l’interruzione dell’erogazione idrica, dall’altro non fa venire meno sia l’assoluta urgenza di individuare il gestore del servizio idrico, nel rispetto delle norme di legge, sia del diritto dei cefaludesi di avere acqua potabile ad un prezzo possibile.
Per questo abbiamo già chiesto al Presidente della Regione di avvalersi dei poteri sostitutivi nei confronti della Autorità d’ambito. Qualora entro 30 giorni non lo facesse attiveremo la procedura prevista dalla legge con la richiesta dell’esercizio dei poteri sostitutivi al Presidente del Consiglio dei Ministri, attraverso l’Agenzia Nazionale dell’Energia, dell’Acqua e del Gas”.
Il Sindaco
Rosario Lapunzina

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