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I cinghiali o suidi che dir si voglia tornano a far parlare di se,anche se la loro presenza sul territorio madonita è sempre stata costante e pericolosa. Ultimo episodio in ordine di tempo quello accaduto a Nociazzi, frazione di Castellana Sicula, dei  suidi hanno  sfondato la recinzione di un allevamento di bovini uccidendo un vitellino da latte.
Il proprietario dell’azienda ,Michele di Gangi ha subito
presentato una denuncia alla polizia municipale.
L’area in cui è avvenuta l’aggressione è abitata.«È davvero una situazione allarmante – afferma il  sindaco Franco Calderaro -Non è mai successo che un gruppo di cinghiali arrivasse fin
dentro il paese. In questi anni abbiamo registrato l’assenza del
governo regionale e quello nazionale su un tema così delicato di
sopravvivenza, qui nelle Madonie. Siamo vittime dei cinghiali
che sono ormai cresciuti a dismisura».   «Scriverò al prefetto di Palermo. Non vorrei che per agire
bisogna aspettare il morto cosi come è successo a Cefalu’ – aggiunge il primo cittadino –
L’abbattimento selettivo è l’unica strada per riportare il
numero dei suidi sotto una soglia che può essere gestibile.
Chiediamo anche un intervento al Parco delle Madonie che
gestisce il territorio, anche perchè sono stati i tecnici
dell’ente a introdurre i cinghiali nei boschi madoniti».
Il primo cittadino castellanese tira in ballo l’ente parco delle madonie,dove da poco è stato nominato il nuovo commissario Francesco Barranco che ha sostituito il presidente Angelo Pizzuto al quale è scaduto il mandato.“L’assenza e la distrazione della politica regionale, sommata, all’inutilità dell’Ente Parco delle Madonie, -aggiunge Calderaro-ancora oggi non hanno trovato una soluzione definitiva al problema dei suidi nelle Madonie.Colture vandalizzate, giardini distrutti, ed adesso anche attacchi agli animali.La sicurezza dei nostri cittadini prima di tutto, ho chiesto un incontro al Prefetto di Palermo per l’avvio di qualsivoglia iniziativa da intraprendersi con tutti i miei colleghi sindaci.”
L’episodio di Castellana Sicula è solo la punta dell’iceberg di questo triste problema che il territorio madonita si porta dietro da anni. Non va dimenticata tragedia dell’aggressione dei suidi che causarono la morte di un ’agricoltore cefaludese. Tante le testimonianze di gente che ha subito tanti danni da questi animali che non vanno mai in ferie e quindi scorazzano per le campagne madonite tutti i mesi dell’anno causando danni ingenti. Oltre a distruggere la flora e la fauna presente all’interno del Parco delle Madonie, sfondano i recinti dei terreni privati, con gravi danni alle colture. L’elenco dei danni causati dai suidi negli ultimi anni è molto lungo, come di un incidente sempre nei pressi di Castellana Sicula dove un cinghiale si è scontrato con un’auto. Tante le numerose incursioni notturne nei frutteti, scavano come una ruspa fino ad arrivare nei pressi del centro abitato e nella periferia di Petralia Sottana e anche a Castelbuono. A Geraci Siculo, un pensionato racconta che aveva un bell’orto “ lo coltivavo con tanta passione e comuqnue per hobby. Poi da quando i suidi hanno iniziato a divorare tutto e a rompere i recinti ho deciso di abbandonare anche perché cominciavo ad avere paura di aggressioni. Mio cognato, che fa l’allevatore, per difendersi da questi animali è rimasto su una roccia per più di mezz’ora e con un’ascia in mano, fin quando l’animale se ne andato». Storie simili ce ne sono molte. Nei mesi scorsi un cittadino di Petralia Sottana è dovuto fuggire da mamma cinghiale: “all’interno della mia proprietà peraltro recintata con rete metallica – racconta Calogero Cerami- tutta l’uva del mio vigneto era stata divorata. C’era una mamma cinghiale con altri otto piccoli esemplari, ho cercato di farli spaventare, ma sono stato improvvisamente attaccato dal grosso animale e solo per la prontezza di chiudermi dentro casa, ho evitato il peggio.”
L’ente Parco delle Madonie già da alcuni mesi predispone periodicamente delle battute,con personale addestrato, per catturare questi animali, ma i risultati sinceramente sono irrilevanti rispetto ai grossi numeri di esemplari presenti sul territorio. Per le richieste dei danni subiti dai cinghiali vanno versate all’ente Parco delle Madonie 30 euro e le somme successivamente erogate a titolo risarcimento danni sono davvero irrisorie rispetto ai danni ricevuti.