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Dopo oltre 3 anni si chiude con una sentenza di assoluzione, pronunciata dal Tribunale di Termini Imerese, la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Rosa Di Francesca e sua figlia Maria. L’esito del giudizio, maturato alla fine dell’iter processuale, restituisce pienamente la verità dei fatti, rende giustizia all’onorabilità di due persone oneste, e dipana definitivamente qualsiasi ombra sulla regolarità della campagna elettorale per le comunali del 2012.
Nell’esprimere la piena soddisfazione per quanto la Giustizia ha accertato e stabilito, nel rivolgere a Rosa e Maria un affettuoso e liberatorio abbraccio (sappiamo con quanta sofferenza ma anche con quanta dignità hanno vissuto questi anni), non possiamo però consentire che si sorvoli su come sia stata strumentalizzata nel tempo questa vicenda, nel tentativo di farne argomento di attacco politico nei confronti del sindaco Lapunzina e del Partito Democratico, ora con marcate allusioni, ora con illazioni, ora con commenti provocatori, ora con “sagaci promemoria”, che hanno visto particolari “sottolineature” anche durante la recente campagna elettorale. 
Non possiamo non ricordare il clamore con cui venne data, all’epoca, la notizia dell’inchiesta e del rinvio a giudizio per le due attiviste del Partito Democratico, che avrebbe gettato ombre sulle elezioni comunali cefaludesi. Su quanto è realmente avvenuto è stata fatta chiarezza nelle sedi opportune, le uniche preposte all’accertamento della verità, e nessuno potrà più permettersi, da oggi in avanti, a riguardo, speculazione alcuna. 
Quanto ad altri aspetti non secondari di questa vicenda, alla luce di quanto acclarato nel processo, il Partito Democratico di Cefalù si riserva di effettuare le dovute valutazioni per tutelare anche in sede giudiziaria la sua immagine e la propria dignità.

Daniele Tumminello
Segretario del Circolo PD di Cefalù