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Una nota per una soluzione definitiva dei problemi della formazione professionale è stata inoltrata oggi al Governo nazionale ed a quello siciliano dall’Istituto Fernando Santi e dall’associazione siciliana degli enti di formazione professionale (Aref).

Si fa seguito ai contatti tenuti dai nostri affiliati con gli Uffici facenti capo al Sottosegretario Luigi Bobba e con il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e agli incontri avuti con l’ex Assessore Regionale Sicilia dell’Istruzione e della Formazione Professionale, On. Bruno Marziano, nel corso dei quali sono stati evidenziati i gravi problemi che gli Enti di formazione professionale, operanti in Sicilia, si trovano ad affrontare in conseguenza dei mancati finanziamenti dall’ultimo triennio del Fondo Sociale Europeo.
Gli Enti di formazione siciliani, che avevano in pianta organica oltre diecimila dipendenti e tutt’ora continuano ad assicurare il posto di lavoro ad alcune migliaia di lavoratori, nonostante la mancanza di finanziamenti per realizzare attività formative, da luglio 2015 ad oggi hanno continuato a sostenere spese, sia per il mantenimento delle strutture e sia per il personale, anche per far fronte alle reiterate richieste di adempimenti aggiuntivi e di carattere burocratico da parte del Dipartimento regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale; mentre, relativamente alla triennalità di cui all’Avviso 20/2011, è noto che i fondi non potevano coprire e non hanno pertanto coperto le spese del personale per un lungo periodo, precedente e successivo a quello dello svolgimento delle attività corsuali.
La situazione si è aggravata per il malfunzionamento del sistema di caricamento dei dati della I e II annualità, cosiddetto “FAROS”, che ha bloccato o rallentato il lavoro: è stato necessario richiamare o assicurare la presenza di personale in servizio, oltre i termini previsti dal Vademecum, con conseguenti oneri non coperti dai finanziamenti.
Tutt’ora risulta impossibile inoltrare, se non spesso semplicemente caricare a sistema, i dati e la documentazione necessari a procedere alle dichiarazioni finali relative ai progetti formativi della II e III annualità dell’Avviso 20/2011.

L’impossibilità di chiudere le procedure, dovuta alle inefficienze del sistema e all’esternalizzazione di parte dei servizi, determina l’impossibilità, da parte degli Enti, a ricevere i saldi (dal 25% al 10% del finanziamento complessivo) e, nel contempo, l’impossibilità ad ottenere lo svincolo delle polizze fideiussorie, che, semestralmente, devono essere rinnovate. Si evidenzia, altresì, che per i disservizi accennati, devono essere ancora chiuse annualità precedenti a quelle di cui all’Avviso 20/2011.
Ad oggi, si stima che le controversie legali insorte e quelle che nasceranno a seguito di dette problematiche di carattere burocratico, determineranno costi aggiuntivi per l’Amministrazione per oltre duecentocinquanta milioni di euro e ciò per interessi, rivalutazioni, spese legali e giudiziarie; perdurando tale situazione, l’importo stimato aumenterà vertiginosamente.
La Regione, dunque, deve affrontare responsabilmente lo stato in cui si è venuta a trovare e nella stessa misura, deve considerare la situazione di grave disagio che vivono migliaia di famiglie, sia degli amministratori degli Enti, ormai al fallimento, che migliaia di lavoratori disoccupati per effetto di una stasi operativa che dura da oltre due anni.
L’intervento del Governo nazionale a supporto dell’Amministrazione regionale nella crisi del comparto della Formazione Professionale in Sicilia diventa oggi più che necessario, onde evitare l’ulteriore aggravarsi della situazione.
Una possibilità di intervento nazionale è stata ipotizzata, da circa due anni, con il riaccredito, da parte del Ministero del Lavoro, del finanziamento di cui al Fondo di ristrutturazione, come avvenuto nell’anno 2008 con l’Avviso n. 10 del 4 agosto 2008, ovvero attraverso l’intervento di altri fondi di cui dispone il Ministero del Lavoro.
Malgrado le ridondanti dichiarazioni dell’uscente Assessore regionale alla Formazione Professionale, On. Bruno Marziano, relativamente alla gestione dello stato di crisi del comparto, che doveva affrontare, tra i punti prioritari, la questione del pagamento degli emolumenti dovuti al personale utilizzato nell’ultimo biennio, non coperto dai finanziamenti e taluni oneri connessi ai ritardi burocratici della Regione (rinnovi fideiussioni, mantenimento delle sedi operative e del personale in servizio), si rende necessario che il Presidente della Regione Siciliana e l’Assessore regionale alla Formazione Professionale portino a soluzione tali questioni.
Premesso quanto sopra, si fa appello al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro del Lavoro, al Governo siciliano di adottare idonee misure risolutive affinché la situazione esistente venga rimossa.

Nella foto il presidente Luciano Luciani

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