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“Caro papà Biaggio spero tutto vada bene”, cosi scrive Claudia la bambina che ho incontrato durante la mia visita a fratello Biagio Conte, da giorni accampato sotto i portici del palazzo delle poste italiane in via Roma a Palermo.
Quelle scale da qualche giorno sono state meta di “pellegrinaggio” di gente comune incuriosita dalla sua protesta , uomini di potere, giornalisti, fotografi, scrittori.
La sera del 13 di un sabato qualunque anche io ho sentito il bisogno di capire perchè un’uomo come Biagio Conte, un’essere pensante che da anni lavora incessantemente per prendersi cura dei più deboli, sia stato costretto a sdraiarsi ancora una volta come un senza tetto qualunque, per ricevere un minimo di attenzione verso un’emergenza sociale che stà diventando sempre più pericolosa.
La missione speranza e carità di cui è fondatore è al collasso per le innumerevoli richieste d’aiuto quotidiane.
Una realtà come quella messa su da Biagio sopperisce troppo spesso a quello che dovrebbero fare le istituzioni, fratel Biagio raccontava ai presenti i problemi di intere famiglie senza una casa, senza un sostegno economico, le difficoltà per molti stranieri di fare i documenti, troppi problemi da risolvere senza una reale rete di aiuto e sostegno, quella che dovrebbe esserci in una comunità che funziona.
Biagio che non smette di spargere comunque sorrisi nonostante tutto, esprime tutta la sua stanchezza ed in presenza di sua eccellenza monsignor Romeo, che quella sera era presente esce dalla tasca una letterina di una bambina che giocava poco più distante da dove eravamo noi e fa leggere ad un signore vicino a lui queste parole: “caro Biaggio con due g, Biagio, sorride nel riconoscere l’errore lessicale che intenerisce tutti noi presenti” speriamo che tutto vada bene” sembra che queste parole di questa bimba abbiano dato tanta forza a quest’uomo semplice, ma dal cuore con una forza straordinaria.
Rimaniamo di stucco dai suoi racconti, increduli verso tanta indifferenza verso chi è in seria difficoltà, penso che abbia compreso quanto fossimo smarriti, cosi da persona speciale quale è ci ha invitati a unirci ad una preghiera collettiva dei presenti e sollecitato di diffondere l’importanza della preghiera e la sua forza.
I potenti prima o poi devono ascoltare, ed anche da parte di tutti noi occorre una scelta civica di vita , meno egoista. “Biaggio” siamo con te! Gli errori dei piccoli li ammettiamo, quelli dei grandi dobbiamo eliminarli .