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Si inaugura il primo febbraio per concludersi il 3 giugno 2018 presso il museo delle culture Mudec di Milano una mostra su Frida “oltre il mito”, con opere della pittrice, provenienti da musei di fama internazionale.
Perchè una notizia che riguarda Milano in un giornale di provincia? Perchè la cultura e la conoscenza non conoscono limiti di spazio e tempo ed una riflessione su una pittrice come Frida Kalho è un’occasione per riflettere sul valore della vita e della salute in generale.
Frida Kalho fu colpita giovanissima da un’incidente che la costrinse a letto per molto tempo, mortificando il suo corpo e impedendole di vivere una vita normale, ciò nonostante trovò nella pittura uno straordinario strumento con cui narrare di sé, del suo dolore, sviluppare una sensibilità artistica ed umana che non lascia indifferente lo spettatore, nonostante i colori vivaci e bizzari, spesso infantili.
Nel suo diario scriveva: “dipingo me stessa, perchè passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio, ho dipinto la mia realtà, non i miei sogni”.
Spirito indipendente e passionale sfidò la malattia e i pregiudizi vivendo una storia d’amore tormentata e folle con Diego Rivera, artista affermato molto più grande di lei che condizionò molto la sua vita rendendola infelice, causa le sue continue infedeltà di cui lei stessa era a conoscenza.
Un rapporto travagliato, un legame profondo e contraddittorio che non li vide mai veramente separati, un filo rosso legava sempre le loro vite, conpenentrandosi nella vita privata e nell’impegno sociale e politico di entrambi nel Messico.
Frida rappresenta l’emblema della donna che si ribella al suo destino, vivendo la vita intensamente e prendendola a morsi nei momenti più difficili, un’esempio per tutti coloro che hanno un dolore nel corpo e nella mente che si portano addosso.
Tra i suoi quadri sempre forti ricordiamo uno di attualità tremenda, “uno cuantos piquietitos” la donna accoltellata dal marito, che giace nuda con sangue ovunque e col sangue che copre anche la cornice del dipinto, al magistrato l’uomo rivelò di avere dato solo qualche piccola pugnalata, quanti non aveva importanza, espressione tremenda della follia umana.
Frida in quel periodo era stata essa stessa accoltellata dalla vita, sapeva dell’infedeltà del marito, aveva provato a tollerarla, ma l’essere umano ricerca la lealtà e non può snaturare a lungo il proprio bisogno di essere rispettata. Si può essere pugnalati con un coltello , ma anche con i colpi di piacere e godimento nel ventre di un’altra donna.
Dal tradimento di Rivera con la sorella di lei tanto amata, Frida entra in uno stato di profondo dolore che traspare tutto nelle sue opere.
Ogni dipinto di Frida è una finestra in un mondo carico di simboli, una mente desiderosa di risposte non può che innamorarsi della sua forza e potenza espressiva, un volo verso Milano, un’occasione da non perdere o soltanto l’avere solleticato il desiderio di conoscere questa pittrice è comunque un successo perchè nel dolore, questa donna ha vinto “vivendo la vita” .