CecalSrl

Il Circolo del Partito Democratico di Cefalù esprime rincrescimento per le modalità con cui si è giunti alla composizione delle liste di candidati che rappresenteranno il Partito nella imminente campagna elettorale. Avremmo ritenuto auspicabile il più ampio coinvolgimento degli iscritti, in special modo per l’individuazione dei candidati nei collegi uninominali. Lo si legge in un comunicato ufficiale del Circolo PD, presieduto da Daniele Tumminello (foto).
La legittima propensione al rinnovamento della rappresentanza – continua – ben avrebbe potuto coniugarsi con il meccanismo delle primarie, l’unico in grado di rendere ragione alla partecipazione democratica che è il principio basilare della carta fondante del PD.
Viceversa, i nominativi dei candidati sono piovuti dall’alto senza che possano evincersi le ragioni politiche che hanno prodotto determinate scelte.
Se in politica la coerenza e la linearità dei percorsi – si legge – sono gli elementi che possono consentire all’elettorato di accordare più fiducia a una proposta rispetto alle altre, si è, nel nostro territorio, illogicamente deciso di affidare la più significativa rappresentanza del Partito a uomini che provengono da esperienze politiche antagoniste, o che hanno pesantemente attaccato il Partito Democratico, accusandolo di praticare una “politica opportunista”, non mancando di schierarsi in aperto contrasto con le scelte del PD in occasione di battaglie fondamentali come quella delle consultazioni europee o del referendum costituzionale, ed entrando in un clima di forte e irrisolta contrapposizione politica con rappresentanze locali del Partito.
Riteniamo – sottolinea il comunicato PD – che i promotori di tali scelte abbiano omesso di rappresentare alla segreteria nazionale la pesante incongruenza politica che oggi viene a gravare sugli elettori di questo comprensorio.
Ci lascia amarezza dover constatare che le scelte fatte, da chi ritiene di aver messo in campo la squadra migliore per rappresentare il Partito nel territorio, offendano quella classe dirigente e quelle esperienze di lunga e leale militanza, capaci negli anni di costruire un consenso non solo di natura personale ma soprattutto sempre legato al servizio politico nel PD e per il PD.
La situazione che ne è conseguita ci preoccupa, perché – conclude – temiamo non assicuri quell’ampio coinvolgimento che sarebbe stato auspicabile in una fase assai complicata, ma, anche in ragione di ciò, ci spinge a rivendicare con maggiore determinazione la nostra appartenenza e militanza, e ci impegna ad operare affinché il PD, già all’indomani del 4 marzo, riacquisti la capacità di compiere scelte condivise, con vero spirito democratico.