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Riceviamo e pubblichiamo:
Vogliamo raccontarvi oggi una storia assurda. Da una settimana siamo senza connessione internet adsl, perchè la Tim ha deciso, senza preavviso, di chiudere la linea connessa al nostro giornale. E questo, nonostante la casa editrice “Centomedia & lode” che pubblica ilSicilia.it, abbia sempre pagato regolarmente le fatture per la fornitura. 
Ovviamente, una volta isolati, abbiamo immediatamente segnalato il disservizio, visto che un giornale on line non può vivere senza connessione web. La riposta fornitaci per telefono da un operatore Tim ci ha lasciato allibiti: il servizio – ci è stato risposto – non è più attivo, perché il contratto è cessato a causa di una richiesta fatta dall’agenzia di una compagnia di assicurazioni, che ha chiesto alla stessa Tim di chiudere il proprio contratto, interrompendo l’erogazione della fornitura. Il fatto strano è che il numero telefonico per il quale sarebbe stata chiesta la cessazione della linea, era il nostro. E di certo, non siamo una agenzia assicurativa! 
Disattenzione? Malinteso? Errore di trascrittura del numero? Atto doloso? Non lo sappiamo, ma certo è che abbiamo immediatamente chiesto il ripristino, forti della regolarità (documentata) con cui abbiamo sempre pagato le forniture, facendo presente che la nostra azienda edita un quotidiano on line, ilSicilia.it, e due giornali tematici (siciliarurale.eu, siciliammare.it) e che quindi, il riallaccio della linea era (ed è) per noi di vitale importanza. 
Ebbene, da una settimana ci dicono che stanno provvedendo, che qualcosa avverrà e altre risposte rassicuranti, aggiungendo anche le loro scuse per l’inconveniente, ma l’unica certezza è che, ad oggi, la linea è ancora disattivata, con la conseguenza che i giornalisti e tutti gli altri collaboratori dell’azienda sono costretti a trovare luoghi di fortuna, usufruendo di strutture terze per lavorare in emergenza, con costi addizionali e con disagi che rendono difficilissimo anche il coordinamento che una redazione ovviamente deve avere, e impossibili tutte quelle attività connesse alla nostra realtà editoriale. 
Chiamatela come volete, ma questo dilatarsi dei tempi senza che nulla accada, per noi suona come una grave violazione della libertà di informazione, a causa di pratiche aziendali e di una burocrazia che, evidentemente, non hanno riguardo per chi, come noi, utilizza un servizio per informare i cittadini. Vogliamo presumere la buona fede della Tim. Non vogliamo pensare, infatti, che quanto sta accadendo a ilSicilia.it sia dovuto a un disegno ben preciso volto a imbavagliarci. Se così fosse, infatti, ci sarebbe di che essere seriamente preoccupati. Ma preferiamo scartare questa ipotesi. 
Ci rivolgiamo ai Sindaci siciliani (in primis, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando e al sindaco di Catania Enzo Bianco), ma anche al Presidente della Regione Nello Musumeci, all’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, al Corecom, affinché, con un loro autorevole intervento, facciano presente alla Tim l’urgenza di ripristinare il servizio per la nostra azienda editoriale, sottolineando come il permanere di tale situazione arrechi un danno grave, non soltanto a ilSicilia.it in quanto realtà editoriale, ma anche e soprattutto alle decine di migliaia di lettrici e lettori che ci seguono quotidianamente. 
Noi attendiamo e non ci fermeremo qua. 
La redazione de ilSicilia.it