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Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, nella conferenza stampa sui primi cento giorni, ha posto l’attenzione sulla Zona Economica Speciale (ZES). La recente iniziativa normativa volta a istituire le Zes nel Mezzogiorno potrebbe contribuire a dare ulteriore impulso allo sviluppo dei porti e all’intera economia. La legge pone in essere una politica di sviluppo istituzionale fondata su aree ben individuate dove strategicamente si pone il “Porto al centro” dell’economia, vale a dire insediamenti imprenditoriali, incentivi e risorse finanziarie tutte finalizzate a far crescere l’infrastruttura marittima ed il sistema di imprese che ruotano intorno ad essa.

«Nei giorni scorsi ho parlato anche con ministro De Vincenti delle Zes – ha dichiarato alla stampa il presidente Musumeci -. Stiamo aspettando la pubblicazione della legge, che è alla Corte dei conti per la registrazione e ci incontreremo di nuovo per verificare le condizioni di attuabilità. Le Zes saranno attive per i porti di Catania e Palermo, ma dobbiamo anche puntare sulle richieste di Messina, Gela, Termini Imerese, Porto Empedocle».

Le zone economiche speciali confermano immutato un potenziale che attende di potersi trasformare con gli strumenti adeguati e nei tempi più reattivi possibili, nel miglior volàno per l’economia dell’Isola.

«Le dichiarazioni del Presidente Musumeci sulla ZES (Zona Economica Speciale) riaprono il dibattito su una iniziativa che può trasformarsi in opportunità per il nostro territorio – ha affermato il sindaco Francesco Giunta -. Le agevolazioni fiscali e la conseguente ricaduta economica e occupazionale potrebbero segnare la svolta attesa da anni. Riponiamo nella riconosciuta sensibilità del Presidente Musumeci la speranza che la nostra Città torni ad essere centro nevralgico per l’economia isolana, sempre nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. La prossima settimana scriveremo al Presidente al fine di richiedere l’immediata convocazione di un tavolo tecnico, permanente, che tramuti le parole in fatti».