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Ennesimo buco nell’acqua, quello della Blutec , ove dall’incontro che si è tenuto al Ministero dello sviluppo agricolo, non sono arrivate le notizie tanto attese dei lavoratori termitani e del comprensorio madonita. Una fabbrica chiusa nel 2014 dalla ex Fca e che, nel 2016 è stata riaperta sotto altri aspetti, per tentare di dare un futuro migliorativo, con aspettative di rialzo del sistema visto che le promesse dettate in questi anni, davano un contesto di speranza. La perdita di tempo che dura da un bel pezzo e il rimandare ancora, non ha portato serenità alle tante famiglie, e nessuno può più aspettare “i comodi” e le esigenze che possono esserci per qualcuno o su tempi burocratici che adesso non possono più quantificarsi e soprattutto non possono essere mantenuti nei fatti. Da qui, visti i prossimi temi e tempi politici, tutti i partiti ci si accaparrano andando a sbandierare ciò che si può attuare e ciò che tutti potrebbero fare e non, ma gli operai sono stanchi di questi soprusi e perdite di tempo che non hanno portato a niente di buono.
Il piano occupazionale prevedeva per i lavoratori ex Fiat e dell’indotto, entro il 2018 il ritorno al lavoro, ma lo slittamento e la progressiva rimodulazione del piano industriale, secondo la direzione aziendale, non garantirà la piena occupazione se non nel 2019. Lo stesso sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta ha dichiarato il suo disappunto sulla vicenda: “Unitamente ad un funzionario della Regione Sicilia e ai rappresentanti sindacali di Fiom e Uilm, ci siamo recati presso il dicastero del lavoro, ove abbiamo incontrato alcuni dirigenti al fine di poterci assicurare sulla concessione degli ammortizzatori sociali ai ragazzi dell’indotto. In particolare, il 2017 per gli ex Lear Corporation, per i quali abbiamo ottenuto riscontro positivo. Abbiamo, altresì, sottolineato che sedici dipendenti, di questa azienda, solo per un cavillo normativo, resterebbero, al momento, fuori dalla necessaria copertura. Tra l’altro ho tenuto a precisare che Termini Imerese, da troppo tempo, vive un gravissimo disagio sociale e che la pazienza dei lavoratori è al limite. Al termine del mio intervento unitamente ai rappresentanti sindacali della FIOM e della UILM abbiamo chiesto ed ottenuto che il prossimo incontro si tenga entro la fine del mese di marzo all’interno dello stesso stabilimento, con la partecipazione attiva dei funzionari di Invitalia”
Si ricorda che, dal rispetto del crono programma entro il 2018 dovevano rientrare tutti i 700 operai della Fiat, nonostante le commesse attuali che, non danno le garanzie per un futuro sereno. Il fatto che il governo regionale non era rappresentante al Ministero è preoccupante sull’aspetto che, rimane essenziale per il territorio e da qui il governatore Musumeci, deve adempiere gli obblighi morali di un governo che rappresenta il popolo soprattutto, quando si tratta di lavoro !