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Il call center Wind aveva investito su di loro, li ha formati e qualificati nel settore dell’information technology, uno dei nuovi mestiere del futuro. E dopo un lungo e faticoso percorso di formazione fatto assieme agli altri colleghi del call center, per una serie di circostanze sfavorevoli, non sono rientrati nei processi di stabilizzazione. Fuoriusciti dal bacino Wind, rimasti senza lavoro e senza stipendio, chiedono che le loro professionalità vengano valorizzate, che le aziende che continuano ad aprire sedi di call center a Palermo li cerchino, che non venga vanificato l’investimento fatto sulle loro vite.
A lanciare questo appello, raccolto da Cgil Palermo e Slc Cgil e Palermo, è un gruppo di 15 giovani, undici donne e quattro uomini, tra i trenta e i quarant’anni, operatori di It (information technology), più della metà con la laurea e master in tasca, cresciuti col lavoro precario offerto dai call center sbarcati in massa a Palermo vent’anni fa. “Siamo ex operatori Cosmed, Almaviva, Wind. Possediamo attestati e certificazioni di tutti i tipi, Microsoft e Windows, Office administrator e Client system administrator. Abbiamo le competenze per gestire la nuova generazione di reti. Siamo una forza del territorio. Chiediamo di essere contattati da chi viene a investire a Palermo. Dopo 2 anni di porte chiuse in faccia, rivendichiamo il diritto di poter sfamare i nostri figli”, dicono Chiara Vizzini 38 anni, Diana Mancino 33 anni, Marianna Manzo 38 anni.
La Cgil Palermo e l’Slc rilanciano la sfida, chiedendo l’intervento delle istituzioni: “Chiediamo all’amministrazione e alla Regione – dicono il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso – di farsi interprete di questa disponibilità. C’è un fabbisogno di personale formato che non viene preso in considerazione e non possiamo assistere al paradosso che le aziende arrivano a Palermo e non assumono. Il mondo dei call center può risollevarsi dalla crisi solo costruendo nuove professionalità. A Palermo c’è un mercato che chiede lavoratori altamente specializzati. Bisogna fare incontrare la domanda e l’offerta”. E aggiunge Renato Di Fede, responsabile Telecomunicazioni di Slc Cgil Palermo: “Chiediamo di conoscere i piani di sviluppo delle aziende che investono a Palermo nel settore. Abbiamo qui un gruppo di lavoratori qualificati nel settore dell’information technology, che rappresenta il mestiere nobile e del futuro. Sappiamo che le aziende che vengono a investire da noi cercano queste competenze. Chiediamo che venga assunto il personale esistente a Palermo. Qui si sta creando un problema sociale. I lavoratori sono feriti”.