CecalSrl

La Cgil, assieme alle categorie della Funzione Pubblica e della Scuola, interviene per chiedere di adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori nei posti di lavoro. La richiesta viene ribadita con forza dopo la sequela di aggressioni che a Palermo hanno colpito negli ultimi tempi, , fino ai casi registrati in questi ultimi giorni, medici, infermieri, insegnanti, dipendenti comunali e operatori di ospedali, scuole e uffici comunali.
“La continua campagna contro i lavoratori dei servizi pubblici ha prodotto l’ennesima aggressione nei confronti di un dipendente pubblico. Dopo quelle del presidio sanitario di Carini, del Di Cristina, di Villa Sofia, del Cervello, ieri è toccato a un dipendente del Comune di Palermo. Tanti casi in una sola settimana vanno ben oltre il ‘fisiologico’ sconfinando nel patologico – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario generale Fp Cgil Palermo Giovanni Cammuca – Occorre adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori che si trovano ad affrontare un’utenza cui non viene spiegato che carenze di organici, di mezzi, di strumenti non dipendono dalla volontà dei dipendenti ma da chi in questi anni ha ritenuto di dover tagliare e risparmiare piuttosto che garantire servizi efficienti ai cittadini. Chi ha la responsabilità politica dei tagli e dei blocchi del turn over, e chi quella di organizzare e gestire i servizi e il personale, si assuma a la responsabilità di spiegare ai cittadini il perché dei disservizi, delle disfunzioni e delle attese tutelando anche l’incolumità fisica dei propri dipendenti”.
Anche dal settore della scuola arriva la stessa richiesta. “Ci vuole una presa di posizione forte per la tutela di tutti i lavoratori e per ripristinare regole di lavoro corrette e adeguate, in modo da scardinare questo sistema di aggressività che colpisce tutto il personale della scuola – dichiara il segretario generale della Flc Cgil Palermo Franca Giannola – Nella scuola c’è una situazione di malessere diffuso dovuto al disagio socioeconomico di tante famiglie, a un arretramento culturale e al misconoscimento di valori come il rispetto del lavoro e quindi del lavoratore. C’è una aggressione fisica, più eclatante, ma c’è un atteggiamento verso il personale che è di contrasto e non di collaborazione. Questo malessere diffuso che comporta che, assieme alla campagna denigratoria sui fannulloni negli uffici, la gente si rivolti contro i front-office, lì dove ci si relaziona con il pubblico, in particolare nella scuola e negli ospedali”.