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È stata inaugurata questa mattina a Palermo la sede della
Fondazione dell’Ordine degli Assistenti Sociali. A tagliare il nastro ai locali
di via Torino è stata l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Famiglia e
Lavoro Mariella Ippolito (foto), in rappresentanza del Governo di Palazzo d’Orleans,
su delega del presidente Nello Musumeci. “Con i fondi del Pon per l’Inclusione
e le Politiche Sociali – ha spiegato l’assessore Ippolito -, ai distretti
sociosanitari della Sicilia vanno quasi 115 milioni di euro, una somma che in
gran parte sarà impiegata, oltre che per le azioni del Reddito d’Inclusione,
soprattutto per il reclutamento di assistenti sociali ed operatori del
Segretariato Sociale. Purtroppo però, confrontandomi con gli uffici
dell’assessorato, risulta che circa un terzo dei distretti non ha ancora
iniziato le attività, nonostante da alcuni mesi sia stata approvata la
convenzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Proprio
mentre stiamo inaugurando la sede della Fondazione – ha aggiunto inoltre il
componente della Giunta Regionale -, è in corso la Commissione che raggruppa
gli assessorati delle Politiche Sociali delle regioni italiane. In queste ore,
sarà ripartito il fondo per le povertà, le cui risorse interessano proprio il
potenziamento dei servizi.
La Sicilia, dopo la Campania, è la regione che ha avuto assegnate le maggiori somme per il 2018, pari al 15,69% delle quote, ovvero più di 42 milioni di euro.
Insomma si apre una nuova stagione sociale
dove finalmente si potrà fare, e fare bene”. L’assessore Mariella Ippolito ha
infine espresso solidarietà all’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali i
cui aderenti, per quasi il 90%, secondo una recentissima indagine, nel corso
della loro carriera sono stati aggrediti verbalmente e il 61% era presente
mentre ciò accadeva a un collega; il 15,4% ha invece subito una qualche forma
di aggressione fisica, mentre il 35,8% ha temuto per l’incolumità propria o di
un familiare e l’11,2% ha avuto danni a beni.
“Un dato – ha concluso Ippolito – che diventa ancora più inquietante se si considera che il 95% di assistenti  sociali sono donne”. La Fondazione, tra i suoi scopi statutari, annovera la
progettazione anche in ambito comunitario, la formazione, la divulgazione
scientifica e culturale, studi e ricerche in ambito sociale.