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La rappresentanza dei ristoratori dell’Associazione Artigiani e Commercianti di Cefalù con il presente comunicato vuole denunciare con forza tutte le situazioni che gli operatori del settore, e non, si trovano a vivere nelle giornate di festa e in genere nell’intero periodo estivo; quindi nell’impossibilità di svolgere con serenità il proprio lavoro e di avere un clima di sana concorrenza.

In occasione delle ultime festività la città di Cefalù ha vissuto le conseguenze di una totale anarchia figlia di incompetenti gestioni dei grandi flussi che richiamano conterranei e turisti alla speranzosa visita della bella Cefalù.

Dopo anni di mancata pianificazione, gestione e controllo dell’intero territorio, per il ponte del primo maggio si è giunti al totale blackout e paralisi, non solo nella fruizione veicolare da e verso la cittadina ma anche, e sopratutto,  nell’intero comparto ricettivo/economico.

La nostra rappresentanza, nel corso di un tavolo di concertazione svoltosi dopo le festività di Pasqua, aveva già esposto le perplessità degli associati all’attuale amministrazione circa l’inopportunità di svolgere manifestazioni ad alto richiamo a cavallo del ponte del primo maggio evidenziando gli eventuali rischi che si sarebbero potuti correre in mancanza di un attenta pianificazione del traffico, tenendo altresì conto della mancanza di infrastrutture come i parcheggi multi piano.

Purtroppo il primo maggio trascorso è risultato terrificante per molti residenti, impossibilitati nel rientrare nelle proprie abitazioni, e per i ristoratori, i quali hanno atteso invano i clienti che con tanta solerzia avevano prenotato ma che invece sono rimasti bloccati per più di due ore e mezza in auto, quindi disdicendo ed addirittura invertendo la marcia abbandonando la voglia, prima, e la speranza, dopo, di trascorrere una giornata di serenità a Cefalù.

 

Riteniamo che ad oggi una cittadina come Cefalù non abbia gli spazi e le infrastrutture, per poter ricevere elevati flussi di visitatori ma sopratutto di autoveicoli per cui risulta scellerata la decisione di svolgere manifestazioni di massa come lo Beer Street Festival, ed altre simili, in periodi di alta stagione ma sopratutto in giornate di festa come il primo Maggio. Manifestazioni che denotano il forte contrasto sulla scelta del target che questa città vuole catturare in quanto, sebbene si sia tanto parlato, ricercato e sperato in un turismo di qualità, arricchito dall’investimento di un azienda come il Club Med, che proprio a Cefalù ha deciso di costruire il primo tre tridenti (cinque stelle) d’Europa, è chiaro come un festival della birra, tramutatosi poi nei fatti in grigliata di paese, catturi un target decisamente diverso.

 

Inoltre ci rammarica evidenziare la più totale inosservanza alle disposizioni  contenute nella circolare Gabrielli del 7 Giugno 2017 che fissa parametri ben precisi in termini di sicurezza e gestione di eventi come quello appena svoltosi a Cefalù in cui non è stata fissata alcuna area di primo intervento in caso di emergenza sanitaria. Ci si chiede infatti come un ambulanza o i vigili del fuoco, stante il blocco totale del traffico avutosi durante tutta la giornata, sarebbero potuti intervenire in un eventuale emergenza.

Ma anche sotto gli aspetti igienico-sanitari si è notata la totale assenza di bagni chimici, l’inesistente raccolta degli olii usati dai vari ambulanti, la mancanza delle più essenziali norme inerenti l’HACCP.

Non di poco conto risulta essere altresì l’aspetto del danno economico che questo determinato tipo di manifestazioni arreca alle attività già presenti in città, le quali, nel caso in cui occorra ricordarlo, vessati da rigorose normative, sono tenute e pagano i suoli pubblici, la spazzatura, la pubblicità delle insegne, il personale di servizio; si dedicano attivamente al concreto decoro urbano del centro storico e non solo, cercando di raggiungere uno standard qualitativo elevato di turismo che possa concretamente rendere questa città davvero competitiva non solo nei confronti di località regionali affini ma anche di località a forte vocazione turistica presenti nel mediterraneo.

Ad oggi risulta inverosimile come, a pochi chilometri da Cefalù, nel capoluogo, l’attuale sindaco di Palermo abbia, con apposita ordinanza, vietato il rilascio di autorizzazioni per manifestazioni di carattere commerciale che prevedano la vendita di cibo e di bevande al fine di decongestionare le strade del centro, lasciando lo spazio a manifestazioni di carattere culturale.

Manifestazioni culturali che ad oggi, nella città di Ruggero secondo, della sua cattedrale patrimonio UNESCO, dell’Antonello da Messina, dello splendido inagibile teatro Cicero e set del nuovo cinema paradiso non si trovi traccia alcuna.

 

Gravi sono state le mancanze organizzative e grave è stato il nocumento subito nei confronti non solo delle attività di ristorazione ma anche dell’intero comparto commerciale rappresentato dall’associazione ARCOM, dalla quale riceviamo piena solidarietà e condivisione di pensiero.

Il popolo delle pmi, che credono ed investono in questa città, cuore pulsante dell’economia di Cefalù, vuole stimolare la reale presa di coscienza per un percorso di crescita sinergico e coadiuvato proprio con le attività commerciali che possa condurre ad una città più vivibile, più visitabile, più turistica, più genuina.

 

 

Rappresentanza Ristoratori ARCOM