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Si fa sempre più concreta l’ipotesi che Agenzia Spaziale Europea (ESA) collochi il primo Telescopioinnovativo “FlyEye” su Monte Mufara (Piano Battaglia)per andare a caccia di asteroidi pericolosi per la Terra. Il 3 maggio scorso infatti è stata presentata a Parigi l’evoluzione del programma che l’ESA dedica alla protezione dai pericoli provenienti dallo spazio e la volontà di installare il primo prototipo del telescopio “flyeye” in Sicilia è stata comunicata a tutti i presidenti delle maggiori agenzie spaziali delle nazioni europeehttp://www.esa.int/spaceinimages/Images/2018/05/Steady_pointing.
Superate le condizioni di fattibilità ambientali (del resto il telescopio grande campo Wide-field Mufara Telescope (WMT) del GAL Hassin è stato autorizzato in quanto perfettamente compatibile con la vigente disciplina che consente le attività di ricerca scientifica in tutte le aree di Parco) le Madonie si apprestano a diventare un polo di ricerca astronomica di valenza mondiale. “E’evidente” dice Giuseppe Mogavero, Presidente della Fondazione GAL Hassin “che la Regione Sicilia e le Istituzioni del territorio non possono rimanere assenti e non comprendere quanto tutto ciò significhi in termini di qualificazione dell’intero comprensorio e della intera Regione che saranno oggetto delle attenzioni della comunità astronomica internazionalee si dovranno far carico di superare quelle difficoltà logistiche (la manutenzione straordinaria della pista di accesso alla sommità di Monte Mufara, i servizi a rete necessari, la velocizzazione delle procedure). Il GAL Hassin è stato apripista per tutto quanto verrà realizzato. Ci si confronta con l’Europa e con la ricerca mondiale in astronomia. È una occasione epocale, di quelle che si hanno ogni secolo, almeno. Tanti, fino adesso non hanno capito. Ora, mi auguro che si comprenda che non è più il momento di far finta di niente. Chi ha responsabilità di governo, a tutti i livelli, non può tirarsi indietro. Uncolpevole, storico, giudizio di incapacità e inefficienza sarebbe davvero pesante.”
Nel maggio 2019 partirà la ricerca con il Telescopio del GAL Hassin. In quella data, infatti, è prevista la collocazione su Monte Mufara di quello che viene considerato da tutta la comunità astronomica mondiale un vero e proprio gioiello di strumentazione. Un prototipo, un cosiddetto “grande campo” con un specchio primario di un metro di diametro ma che, per una particolare conformazione dell’ottica, consentirà di scrutare un grande campo di cielo, 28 volte il diametro della Luna piena (a differenza degli altri telescopi che osservano uno spazio di cielo corrisponde a un diametro di Luna). Sarà ricerca di frontiera: asteroidi pericolosi per la Terra, detriti spaziali, pianeti extrasolari attorno a stelle vicine, controparti ottiche di onde gravitazionali e neutrini, supernovae, afterglow di gamma ray burst.
Intanto “al GAL Hassin la divulgazione e la didattica si svolge alla grande” dice sempre Giuseppe Mogavero “più di trentamila presenze, scuole di ogni ordine e grado da tutta Sicilia ma anche dall’Italia e dall’estero. E il GAL Hassin ospita già ricercatori, borsisti, studenti di fisica. Quello che si registra, ma ce lo aspettavamo, è una grande richiesta di cultura e di conoscenze e qui la divulgazione delle scienze astronomiche è svolta da professionisti astronomi, attività di planetario, osservazioni con telescopi, laboratori didattici, astronomia pre telescopica. È incorso di allestimento il museo multimediale con le sue sezioni che riguardano l’astronautica, gli asteroidi e i crateri da impatto, le meteoriti, il laboratorio solare, gli esopianeti. Si viene coinvolti nella grande emozione di un viaggio tra galassie, stelle e pianeti.”
Il GAL Hassin, un centro internazionale per le scienze astronomiche che, in brevissimo tempo, ad appena un anno dall’inizio delle attività divulgative, rappresenta già un Centro di eccellenza per l’intera Regione Siciliana e non solo.