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Stasera ci accingiamo ad approvare il regolamento per l’imposta di soggiorno di questo Comune. All’inizio del suo primo mandato, ed ormai sono passato 6 anni, Signor Sindaco, ha spesse volte esordito parlando di grandi sistemi, di politiche sociali, di tempistica, di politiche edilizie, urbanistiche e, piuttosto che portare il piano regolatore in aula, ha sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale svariate proposte di variante al PRG, e stasera sembra quasi di rivivere una esperienza simile. E’ la dichiarazione di voto resa ieri sera in consiglio comunale, a Cefalù dalla consigliera di Cefalù Terzo Millennio, Valeria Piazza.
Anziché parlare di programmazione turistica e di grandi eventi con l’Assessore che in poco tempo avrebbe dovuto cambiare il volto di questa Città e proiettarla nello scenario internazionale, grazie anche al circuito Unesco, a cosa assistiamo? Si chiede Valeria Piazza.
Ad improvvisazioni continue.
Ad una cronica carenza di programmazione.
Spiace – dice Valeria Piazza – far notare che seppur appare corretto che questo regolamento passi attraverso la prima Commissione Consiliare, è pur vero che in una Città a vocazione turistica ci si sarebbe aspettato una convocazione congiunta tra la I e la IV commissione.
Prendendo spunto dal punto all’Ordine del Giorno, colgo l’occasione per valutare le politiche turistiche di questa Amministrazione.
La manutenzione stradale, Signor Sindaco, – sottolinea Piazza – non doveva essere fatta alla vigilia della campagna elettorale, ma bensì programmata prima dell’inizio della stagione turistica, e ciò vale anche per la segnaletica stradale e dei servizi turistici
Nel regolamento posto all’attenzione del Consiglio Comunale sono riportati sempre gli stessi temi come: il lungomare, il porto, il Museo Mandralisca e le infrastrutture cittadine.
A tal proposito ci si chiede: nel precedente mandato, come sono stati spesi i proventi della imposta di soggiorno, stante che la stessa è in vigore dal primo luglio 2011?
Nelle pieghe del Regolamento tanti buoni propositi e tra questi il consolidamento dei flussi turistici.
Ma di quale tipo di flussi turistici ha bisogno la nostra Città?
Ma si è riflettuto sulla tipologia di eventi che fa bene alla Città e che tipo di flussi turistici sono stati attratti?
La risposta – continua Valeria Piazza – che si ottiene è la seguente: si confida nell’arrivo dei turisti del Club Med, perchè grazie a loro ed all’imposta che pagheranno, secondo il modello di Città Turistica dell’Amministrazione Lapunzina, tutti i problemi saranno risolti.
Nella Città si dovevano risolvere i problemi di accoglienza e vivibilità prima dell’arrivo dei turisti tridentati che, dopo un costo elevato per una vacanza a Cefalù, avrebbero voluto passeggiare su un lungomare rinnovato e non irto di pericoli (ringhiere, marciapiedi dissestati etc..) come nei paesi in via di sviluppo.
Imposta di soggiorno o ticket d’ingresso in Città?
Nell’ambito di una sana politica turistica questa sarebbe stata una riflessione da sottoporre alla collettività.
Infatti – aggiunge Piazza – la cosiddetta tassa di soggiorno potrebbe apparire come una vessazione, di contro, il ticket d’ingresso potrebbe, invece, porre un freno a quel turismo di massa che in particolari periodi dell’anno “aggredisce” la Città e sequestra in casa i suoi cittadini, lasciando solo sporcizia.
Ma dagli ultimi accadimenti, sembra che l’Amministrazione abbia già scelto: una massa informe di visitatori può entrare tranquillamente in Città, parcheggiare in modo selvaggio, mangiare in mezzo alla strada, sporcare e riprendere la macchina senza aver realmente lasciato ricchezza, anzi lasciando a noi cittadini l’incombenza di pulire.
Il turista – osserva Valeria Piazza – che utilizza le strutture ricettive, al contrario, si ritiene che preferisca trascorrere il soggiorno a Cefalù alla ricerca di ben altro, senza essere coinvolto in eventi di massa che sono ben lontani da modelli turistici già sperimentati altrove.
Il Regolamento smorza, finalmente, la annosa diatriba tra albergatori e amministrazione Comunale.
Gli “scontri” del passato vertevano proprio sulla proposta del ticket d’ingresso e sull’intervento dei privati anche nella realizzazione dei parcheggi ai margini del territorio comunale.
Oggi si prende atto del “calumet” della pace fumato insieme alle Associazioni di Categoria, ma si ritiene che il rituale non si sia completato secondo i criteri canonici.
Ci si augura di sbagliare…nella speranza di essere smentita nei fatti, in quanto l’imposta di soggiorno non può essere un bancomat per realizzare manifestazioni di dubbio spessore.
Si verificherà costantemente come saranno utilizzati gli introiti.
Una corretta utilizzazione degli introiti della imposta – concluda Valeria Piazza, dichiarando il voto di astensione – potrebbe certamente essere un ulteriore elemento per dare impulso a questa nostra Città, contrariamente sarà solo un ennesimo fallimento politico di questa Amministrazione che, finora, si è profusa nell’organizzazione o nel patrocinio di fiere e sagre.