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Un aiuto economico a titolo di indennizzo agli allevatori siciliani costretti a macellare capi bestiame colpiti da tubercolosi, brucellosi e leucosi bovina. Lo prevede una mozione presentata dalla deputata del M5S Elena Pagana, che impegna il Governo a rimpinguare il fondo istituito dalla legge regionale 12 del 1989 che prevede le indennità per l’abbattimento degli animali.
“In passato l’ufficio legale della Regione aveva etichettato – spiega la parlamentare – la misura sotto forma di aiuto di Stato, vietato dall’Ue perché altera la libera concorrenza nel mercato. Eppure anni addietro era stata proprio la Commissione europea a non indicare come aiuto di Stato l’indennizzo erogato agli allevatori costretti a macellare capi infetti”. “In quella occasione – prosegue Pagana – Bruxelles aveva chiarito che la Regione, di fronte a situazioni eccezionali di carattere sociale o di calamità naturali, avrebbe potuto stanziare le risorse perché non violava norme comunitarie”.
Il M5S, nei mesi scorsi, ha chiesto l’istituzione di una sottocommissione parlamentare in commissione Sanità dell’Ars col compito di indagare il fenomeno dell’aumento dei casi di turbercolosi, brucellosi e leucosi bovina; nel 2016, infatti, nella provincia di Messina sono stati accertati 130 casi di tubercolosi umana su 200 in tutta Italia. “Considerando che la tubercolosi, la brucellosi e la leucosi bovina – afferma Pagana – sono patologie che possono essere trasmesse all’uomo attraverso il consumo di carni infette, ci troviamo di fronte a una doppia emergenza: da un lato sanitaria con gli allevatori obbligati a macellare i capi infetti e a risanare gli allevamenti, dall’altro sociale perché gli allevatori siciliani sono stati danneggiati anche sotto il profilo economico”.
“Abbiamo il dovere di sostenere concretamente le aziende zootecniche allevatori – conclude – Ci aspettiamo che il Governo si attivi immediatamente con la commissione Europea. In Sicilia c’è un’emergenza sanitaria e sociale che non può essere ignorata da Bruxelles”.