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Ancora una volta la compagnia teatrale diretta dal regista Giuseppe Di Maio in un tiepido pomeriggio di primavera dal sapore estivo nei locali del circolo Auser di Borgo Ulivia, dà in scena “U Paraninfu” , un classico della letteratura siciliana, da una novella di Capuana rivisitata e messa in scena con adattamento curato da Rosanna Luparello, scenografie di Salvo Calò, in cui si racconta la vicenda di un ex maresciallo della guardia di finanza ben interpretato da Pino Gagliano, il cui scopo nella vita è “maritare” quante più persone possibili. Nessun uomo deve restare solo dice don Pasquale: “se sarei sindaco, mettessi il matrimonio obbligatorio ad una certa età”.Questa sua smania di combinare matrimoni sembra tuttavia procurargli più guai che gratitudine, ogni coppia tanto faticosamente creata, finisce spesso per separarsi e nonostante le lamentele, don Pasquale convinto sostenitore della sacralità del matrimonio non si ferma davanti a nulla.
Il Paraninfo è una sorta di Cupido maldestro che cerca di far fiorire l’amore anche laddove sembrerebbe impossibile. La sua funzione, ossia quella di far contrarre matrimoni tra donne di campagna di buona famiglia con giovani borghesi, vuole rispecchiare in pieno la condizione della società meridionale all’indomani dell’Unità.
Il momento più importante è descritto nel tentativo di volere far convogliare a nozze le sorelle Matamè, bruttine e avanti con l’età, non maritate, per convincerle ad incontrare i due uomini pensati per loro, don Pasquale inventa una scusa spacciandoli per ispettori statali che devono controllare i danni di un recente terremoto per quantificare il risarcimento spettante alle sorelle. Le sorelle Macamé, ignare che gli uomini in arrivo siano i loro potenziali mariti e credendo si tratti davvero di ispettori statali, al fine di ottenere quanto più danaro possibile, si vestono di stracci e predispongono la casa in modo che sembri pericolante e inaffidabile, con l’aiuto di un fattore di loro conoscenza. Quando don Pasquale, ed i due poveri malcapitati arrivano, la situazione non è certo quella che il primo si aspettava, e gli altri due, pensando di essere stati presi in giro andando a conoscere due straccione, se ne vanno dando dell’imbecille al paraninfo e lasciandolo appiedato. Ne verrà fuori un duello e alla fine tutto prenderà una svolta positiva.
Non vincerà l’amore ma gli averi delle due donne, la roba. Che dire? Oggi cosa conta l’amore o la roba?Paraninfi un’ cinnè , ma chissà amaramente dobbiamo pensare che visto la crescita spropositata di divorzi l’amore non sia proprio sempre al numero uno nella scelta delle coppie.
Un’occasione per riflettere sul valore dei sentimenti, un’occasione per conoscere lavori dei nostri scrittori e rinfrancare l’animo con battute siciliane e modi di dire che ci fanno sentire in fondo tutti nella stessa barca della vita.
Oggi il paraninfo potrebbe essere facebook, questo strano contenitore di bugie, attenzione allora, ritorniamo agli abbracci e ai sussurri umani. Attenzione a guardare alla verità non alle bugie, attenzione all’amore…..
Bravissimi tutti gli attori.