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ILL.MO PREFETTO DI PALERMO DOTT.SSA ANTONELLA DE MIRO.
Il sottoscritto Natale Giunta, nato a Termini Imerese il 31/08/1979 ed ivi residente in via Luigi Mormino n. 8, domiciliato in Palermo nella Via Albanese al civico 29, espongo e denuncio quanto segue

Premetto che sono: titolare della concessione demaniale Sailem che gestisce il locale denominato Castello a Mare, sito in via Patti a Palermo; titolare della N.G. Services Srl, azienda che si occupa di eventi riconosciuta al livello internazionale; titolare dell’azienda “Passami u Coppu” sita in via Roma a Palermo.

A mio rammarico scrivo questa missiva a Voi illustrissima Autorità perché come cittadino ma, soprattutto, uomo vicino alle Forze dell’Ordine, mi sento lascito solo da chi ha “l’obbligo” di tutelarmi.
Negli ultimi anni la mia vita personale e professionale è stata stravolta da continui eventi e minacce che mi hanno lasciato profonde ferite e costato paure, sacrifici e denaro a causa della mia volontà di denunciare la criminalità mafiosa palermitana mandando alle sbarre gente che senza scrupoli vuole “farmi fuori” solo perché sono un cittadino onesto e non omertoso che non si piega alla mafia ma, denuncia.
Mi ritengo un uomo onesto che lavora facendo sacrifici e creando occupazione in un paese che di occupazione non ne ha. Adesso, col senno di poi magari dovevo chiudere i battenti come hanno fatto tante altre vittime della mafia o, chiedere un posto fisso alla Regione fuggendo così, da questa Sicilia “dannata ed assetata di violenza”. Non l’ho fatto e mai lo farò continuerò per la mia strada pur consapevole delle tante avversità che ogni giorno affronto.
Io non abbandono la mia famiglia, i miei operai, non abbandono quella parte di Sicilia onesta che vive in questa terra con la speranza che un giorno cambierà. É triste pensare che qualcuno vuole farti fuori e continua senza mai avere smesso a minacciarti di morte perché ho fatto solo il mio dovere da cittadino onesto facendo arrestare esponenti di spicco dell’attività mafiosa palermitana.
La mia denuncia é costata alle mie aziende due milioni di euro in meno di fatturato annuo.
Non ho mai chiesto niente a nessun, né bussato porte ad esponenti politici, non mi sono messo mai contro lo Stato anzi, sono una sua vittima, ed allora perché proprio quella parte di Stato che dovrebbe tutelarmi adesso mi abbandona?
Negli ultimi mesi ho subito nel mio locale, che si trova all’interno di un’area con servizio di vigilanza dinamica fatta dall’Esercito Italiano, tre incursioni, vere e proprie intimidazioni, non atti vandalici. Continue minacce ed intimidazioni si sono susseguite negli anni nei miei confronti e in quelli della mia famiglia.
Nel marzo del 2013, dopo la mia denuncia, 4 uomini si sono recati nell’abitazione della mia famiglia, sita a Termini Imerese,
dicendo a mia madre di ricordarmi che dovevo pagare il pizzo.
Nell’anno 2015 è stato prelevato dall’abitazione della mia famiglia, sempre a Termini Imerese, un cane, razza pastore tedesco, che dopo una settimana mi è stato riportato appena ucciso. In data 31 gennaio 2018, sempre nell’abitazione della mia famiglia, si presentavano due individui che con fare sospetto incutevano terrore.
Per finire, l’episodio più grave subito alla mia persona risale
nel Marzo del 2017, quando mi è stata recapitata una lettera con all’interno un proiettile. La lettera mi è arrivata a casa e consegnata al portiere dello stabile da parte di un onoranza funebre. Di quella lettera non ho saputo più nulla dopo che lo stesso, senza aprirla, si è recato presso il Reparto del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Palermo. Non conosco nemmeno il contenuto ma ho percepito dal toccarla che nel suo interno ci fosse un proiettile. Gli stessi militari mi hanno semplicemente detto che mandavano la busta al Ris di Messina.
Adesso, mi rivolgo a Voi Illustrissima Autorità quale onesto cittadino e denuncio che la mia incolumità è a rischio e chiedo il diritto di essere tutelato ritenendo altresì responsabili della mia incolumità i componenti dell’Ufficio Centrale Interforze Sicurezza Personale -UCIS- e Lei in qualità di Prefetto di Palermo. Chiedo inoltre, quali sono le cause determinanti la revoca della misura di protezione assegnatami nell’anno 2012. Oggi giorno 28 Maggio 2018 infatti, mi è arrivata una telefonata dal Nucleo Scorte di Palermo la quale mi annunciava il provvedimento immediato di revoca della tutela dei Carabinieri assegnatami dell’anno 2012 dopo l’arresto dei miei estortori. Per tutti gli avvenimenti elencati lo stesso ha formulato sempre denunce presso i Carabinieri.
Ritenendo personalmente che vi siano ancora i presupposti per mantenere la tutela assegnatami e nonostante il sottoscritto abbia denunciato nel marzo 2017 palese minaccia di morte non comprendo i motivi della revoca.
Credo alla Magistratura e non a “Cosa Nostra” che per perseguire i reati e trarre benefici rendono insicure le nostre strade, distruggono il nostro Paese, minacciando e colpendo le persone per bene.
Nella consapevolezza che il ruolo di un Prefetto è quello di sostenere la parte sana di una società che crede nella legalità come unica strada per emanciparsi dal sentire mafioso e prosperare nella civiltà, mi affido a Voi con certezza che attuerete i necessari ed immediati provvedimenti. Rimango a Vostra disposizione per un incontro urgente.
Cordiali saluti.
Natale Giunta