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La prima domenica del mese grazie al decreto Francescini in vigore dal primo luglio del 2014, i cittadini possono fruire gratuitamente della visita di alcuni tra i più importanti palazzi, gallerie, giardini e dimore storiche significative in città, un viaggio all’interno della storia e della cultura, l’occasione per conoscre aneddoti, segreti di un mondo che ci ha preceduto in molti casi ricca di fascino ed entusiasmo.
Il decreto è stato un segno di grande civiltà e democrazia consentendo a molti di potere usufruire gratuitamente della “bellezza”.
Visitare luoghi della città permette di conoscerne non solo la storia, ma anche la bellezza dei racconti che ne vengono tramandati come quelli delle stanze di Palazzo Mirto.
Palazzo Mirto è una casa museo, prestigiosa dimora storica nel quartiere arabo della Kalsa, uno dei pochi esempi di casa museo pressocchè intatta. I suoi arredi sono la testimonianza dello stile di vita della famiglia che in essa più a lungo vi abitò, quella dei Filangeri, conti di San Marco e principi di Mirto nel messinese. Per volontà di uno dei suoi ultimi discendenti fu donato alla regione siciliana perchè ne potesse il pubblico fruirne, col vincolo di lasciare inalterato il palazzo in tutta la sua bellezza.
Le molte vetrine presenti al suo interno, custodiscono porcellana finissima e fragile come si è detto in una recente mostra ad esse dedicate in cui si osannava la bellezza della fragilità.
Interessante la collezione di orologi espressione di un’importante ingegneria meccanica del tempo.
Nel palazzo è custodita anche una raccolta di ventagli dipinti che nascondono una storia poco nota ai molti.
Il ventaglio è un’oggetto di antiche origini, se ne conosce l’uso fin dai tempi degli egizi, nato prevalentemente come strumento per difendersi dal caldo si trasformò nel tempo soprattutto nelle corti europee come strumento di comunicazione tra dame, dame e uomini.
Diventa nel tempo oggetto d’arte, espressione di stile, accessorio esclusivo di eleganza aristocratica, simbolo di seduzione e veicolo “ora discreto ora sfacciato di messaggi segreti”.
Ne nacque una vera e propria forma di comunicazione, in un tempo in cui la libertà di espressione era limitata.
Il marchese Caraccioli nel 1760 in un suo libro spiegò il significato del ventaglio, ne ricordiamo solo alcuni dei significati più usati : muovere il ventaglio con la mano sinistra significa dire “ci stanno osservando”, lasciarlo scivolare nella guancia “ti voglio bene”, sostenerlo con la mano sinistra di fronte al viso “vorrei conoscerti”.
Una comunicazione velata, che chissà nelle corti cosa ha generato, intrighi, incomprensioni, legato amori segreti .
Attraversare le stanze permette di farsi un’idea dello stile di vita delle società aristocratiche del tempo, dove la cura per i particolari era altissima e la volontà di ostentare beni era simbolo di potenza.
La cura delle dimore è sempre espressione di una volontà di dare valore alle proprie origini.
Orologi e ceramiche, precisone e delicatezza sembra siano stati un binomio che camminava di pari passo in casa Filangeri, quante cose hanno queste stanze da raccontarci, approfittiamo delle prime domeniche del mese per conoscere sempre di più le nostre città, lasciamo che le nuove generazioni si innamorino delle nostre origini, ne abbiano cura e ne siano orgogliosi .