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Una personale di pittura viene inaugurata oggi alla Galleria Mandralisca di Cefalù. Espone l’artista Michele Principato Trosso. Titolo “tra cielo e terra”. Periodo: dal 16 giugno al 14 luglio, tutti i giorni dalle 11,30 alle 15,30 e dalle 18,30 alle 24,00.
Il testo critico è curato da Salvatore G.B. Grimaldi
Cenni biografici
Michele Principato Trosso è un artista internazionale nato nel 1974 a Neu-Ulm (Germania),  vive e lavora in provincia di Messina. Nel 2003 si è laureato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Catania. E’ stato selezionato dal gruppo Musae under 35; ha esposto alla Biennale di Grafica a Perugia, Biennale di Palermo, alla 54ª e 55ª Biennale di Venezia, alla Biennale di Madeira (Portogallo), Biennale del Marocco, Biennale di Montevideo(Uruguay), Biennale di Londra(Inghilterra), International Tsai-mo Ecology Art Exhibition” di Taichung (Taiwan), Galerie Friedrichshöhe di Berlino (Germania), WAS Congress of Sexology di Singapore (Cina) e al City Arts Centre di Vladimir (Russia).
Un artista – scrive Salvatore G. B. Grimaldi – svolge sempre ricerca, esercizio di stile, intuizione. Nel realizzare arte si è sempre protesi verso un obiettivo, un filo del discorso, l’idea e l’ideale. Nel caso di Michele Principato Trosso, abbiamo tutto quanto detto e la coerenza con l’argomento della mostra. Chi conosce l’artista e la sua produzione, non può ignorare e disconoscere i big bang, l’esplorazione del cosmo, sia esso micro che macro. L’esplorazione del sottosuolo e degli abissi marini con antiche civiltà perdute e le loro vestigia, perse nel tempo o nello spazio. I colori, spaziano e sono spaziali, di pianeti dove predominano i blu, ma anche i rossi marziani, i verdi ed altre pigmentazioni fantascientifiche, di mondi immaginati o visti, pensati o letti, interpretati. A chi s’aggira per la mostra, non resta che l’immedesimazione e la telepatia interpretativa delle opere; con tale azione del pensiero, improvvisamente ci si trova, non più all’interno della mostra, ma all’interno di un’astronave, intenti a guardare furi dagli oblò o finestrini, quello che accade durante il viaggio siderale o l’immersione in mari d’ammoniaca o di acidi e corrosivi. Nelle opere “Trossiane”, la materialità non manca, così come i colori, la loro pastosità, il colare e tracimare in fiotti o rivoli, tra esplosioni di neonate galassie e consistenti città fantasma, abbandonate da tempo, ma non fagocitate dalla natura selvaggia di foreste o boschi. Il ciclo dei tronchi, di Michele Principato Trosso, è stato, per ora e in parte accantonato, ma ci sono e continuano a esserci, nella sua produzione artistica, i contorti e spogli tronchi siberiani, gelati o abbattuti dall’esplosione di un asteroide, evento di Tunguska. Coerenza, ricerca, esplorazione, dello spazio, del cielo, del sopra e del sotto, dell’infinito e di universi anche a grappolo, perché no? Nell’arte regna sovrana la relatività d’Einsteniana memoria e chi colleziona le opere di Michele Principato Trosso, o ne visita esposizioni e mostre, non può esimersi dal viaggio esplorativo, parteciparvi e viverlo in prima persona, emozionarsi, continuando a scrutare attraverso questi “finestrini” ed “oblò” alle pareti. Così ci si renderà conto della grandezza dell’opera artistica di Trosso, rendendosi conto della vastità e prendendo altresì coscienza di se stessi e del proprio pensiero, spinto e provocato, così da far immaginare cose altre. In questo viaggio fantastico, così, come nella “Divina Commedia”, ci si trova accompagnati da Dante e Virgilio, Michele Principato Trosso e A. Einstein, accompagnano in questa sua mostra e disvelano agli spettatori il mito della caverna di Platonica memoria, e come novelli Prometeo, liberi da vincoli e catene prenderemo coscienza che: “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto”.