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È stata inaugurata giorno 22 e si conclude giorno trenta di questo mese la mostra collettiva di venti foto che ha visto la partecipazione di alcuni simpatici ed intraprendenti fotografi all’interno del chiostro del convento dei carmelitani di Ballarò.Fabio Artusi, Paolo Barbera, Marcello Cataliotti, Salvo Cracchiolo, Marina Galici, Victoria Herranz, Antonio Melita, Girolamo Perna, Nino Pillitteri, Luisa Vazquez
La mostra ha per titolo Ballarando, all’interno di un gioellino architettonico di rara bellezza, non tanto per la struttura in sé, ma perchè è un luogo magico, un fortino di pace, mentre intorno s’abbannia la mercanzia del mercato di Ballarò.
I fotografi riuniti, hanno raccolto e documentato momenti di vita del quartiere, di cui si parla tanto, per la sua rinnovata crescita culturale e sociale, ma che è molto sconosciuta a molti, probabilmente agli stessi palermitani, quelli dei palazzi elegantii che di Ballarò conoscono solo alcuni aspetti.
Ballarò, ci sarebbe da scrivere libri su questo pezzo di terra che ha dato i natali a uomini illustri, ha visto la presenza di personaggi che hanno fatto la storia nota e meno nota, vedi Cagliostro per esempio solo per citarne uno a cui di recente è stato dedicato il vicolo natio e rivalutato con mostre ed eventi permanenti.
Ogni foto in bianco e nero nella maggior parte dei casi racchiude uno spaccato di vita vera, e la cosa particolare è che in alcune si ha l’impressione di vedere ritratta una Palermo antica dell’ottocento, invece sono angoli vivissimi della città nascosta.
A Ballarò convivono realtà diverse, è il regno delle contraddizioni trovi la donna con le mani che fanno puzza dell’aglio e la bella signora che passeggia incuriosita in via Porta di Castro tra le nuove botteghe emergenti e la splendida stanza della meraviglie nascosta in uno dei suoi palazzi.
Sorrisi sdentati, case fatiscenti, immigrati colorati del nero d’Africa che suonano tamburi o preparano spiedini in strada di chissà cosa, le cooperative di giovani che dalla torre San Nicolò custodiscono un gioiello prezioso, la vista della città da un punto davvero strategico, da li vedi il mare, i tetti della città e te ne innamori con i suoi vicoli che spesso sembrano labirinti dove le lenzuola al vento sembrano bandiere dell’accoglienza ed integrazione come ballarò è.
Ballarò è di tutti, non solo dei suoi abitanti, è una madre accogliente avvolte, puttana altre volte, solo se ci cammini dentro puoi conoscerla veramente e se non hai passeggiato lentamente tra le sue strade non potrai mai conoscere Palermo. Inutile che si proclami continuamente Palermo capitale della cultura soltanto andando a vedere luoghi lustrati, Palermo è tutta da scoprire e la sua cultura passa dalle sue vene, Ballarò è una di esse, vi esorto a gustrvi la mostra fotografica, è una finestra importante per conoscere spaccati importanti di vita della città.