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Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità. Anche la Sicilia si mobilita per dire no all’indifferenza. Si parte da Palermo venerdì 6. Nel frattempo il nuovo sindaco di Catania vara norme inaccettabili contro poveri e senza tetto. Lo sdegno di Libera.

 

Un tam tam inarrestabile che ha percorso in men che non si dica tutto lo Stivale per chiedere di fermarsi almeno per un giorno e gridare la voglia di tirare fuori tutta la nostra umanità e  riconoscerci diversi come persone e uguali come cittadini”.

Un appello lanciato da don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera e del Gruppo Abele, insieme a: Francesco Viviano, giornalista de “La Repubblica”; Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci; Stefano Ciavani, presidente nazionale Legambiente;  Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI. Un  invito a riflettere e a ritrovare il senso di umanità e solidarietà, di cui l’Europa dovrebbe essere esempio in tutto il mondo.

 “Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere e, poi, d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare – si legge nell’appello – che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori. Muoiono, questi bambini mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini”.

Innumerevoli le iniziative promosse per sabato prossimo in tutta Italia da Libera e dalla rete di associazioni che ne fanno parte.

Impossibile per la Sicilia stare in silenzio. A fare da apripista sarà il capoluogo siciliano che, alle 18 di venerdì 6 luglio, invita a incontrarsi davanti “Moltivolti”, in via Puglia 21, nei pressi di piazza Santa Chiara, nel centro storico di Palermo, cittadini e realtà della rete di Libera Palermo. Ci si presenterà tutti con una maglietta o un indumento rosso addosso per poi fotografarsi tutti insieme e postare la propria indignazione sulla rete, collegandosi idealmente al momento di raduno nazionale in programma alle 18.30 di sabato 7.

Libera Marsala, insieme ad Arci Scirocco, TAM, ARCHÈ, Amici del Terzo Mondo, Marhaba e Circolo Legambiente Marsala Petrosino, organizzerà un sit-in per sabato 7 luglio. Dalle 18.30 alle 20 ci si radunerà in piazza della Repubblica (Piazza Loggia), ricordando a tutti che “Marsala da sempre riesce a contraddistinguersi e storicamente è riuscita a creare un cerchio all’interno del quale convivono culture, popoli, tradizioni e innovazioni, in una bellissima armonia, alla quale dobbiamo sempre riservare un senso di appartenenza e affetto. Questo, non facendosi sopraffare dalla paura e dall’odio che purtroppo oggi tentano con sempre più forza ad assumere un ruolo di fondamentale importanza nelle scelte e nella vita di tutti noi semplici cittadini”.

Non è, però, tutto perché sempre a Marsala esiste una realtà che ha come base ideologica l’accoglienza, la solidarietà e l’integrazione. Èla LIBERA ORCHESTRA POPOLARE che non mancherà a questo importante appuntamento per sottolineare armonicamente la voglia di offrire condizioni di vita migliori a chi è costretto ad abbandonare il proprio Paese per tentare di raggiungere le nostre coste.

Messina aderisce all’iniziativa #magliettarossa, promossa a livello nazionale da Libera Contro le MafieArci nazionaleLegambiente OnlusAssociazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI. E invita, alle 18.30 di sabato 7, sulla Passeggiata A Mare a rendersi visibili indossando una maglietta rossa. Sarà l’occasione per firmare l’appello ( http://www.libera.it/schede-549-una_maglietta_rossa_per_fermare_l_emorragia_di_umanita) aperto alla tolleranza e all’aiuto verso chi chiede solamente di essere accolto e aiutato. Si potrà anche aderire alla campagna #WelcomingEurope “La Speranza non è Reato” ( (http://www.welcomingeurope.it)

Libera Agrigento si ritroverà sabato pomeriggio in piazza Municipio, invitando tutti a indossare la maglietta rossa per “fermare l’emorragia di umanità”. L’appuntamento sarà alle 18 di sabato in piazza Municipio da dove si partirà attraversando via Atenea, per passare davanti la Prefettura e proseguire fino a Piazza Stazione. Durante il percorso e nel punto di arrivo si distribuiranno dei volantini per informare i passanti dell’iniziativa e rilanciare la raccolta di firme.
Ad Agrigento, oltre alle quattro associazioni promotrici, hanno già aderito le articolazioni territoriali dei Laici Missionari Comboniani, la Cgil, i Presidi di Libera “Vincenzo Mulé” di Raffadali e “Graziella Campagna” di Santa Elisabetta.

Ad Alcamo raduno, per cittadini e associazioni, dalle 18.30 alle 21.30 davanti al Caffè Nannino, nella villa comunale di piazza Bagolino Tutti con la maglietta rossa “per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza”.

Modica, nel pomeriggio di sabato 7, flash mob sulle scalinate di San Pietro, mentre a Enna i ragazzi dell’associazione “360” che aderisce a Libera, indosseranno tutti una #maglietta rossa, postando poi tutti le foto su Facebook per dare ancora più forza all’appello.

Si affideranno alla forza dei messaggi veicolati attraverso il web anche quanti fanno capo al presidio di Libera San Giuseppe Jato, le cui immagini daranno il senso di un impegno forte sul territorio. Libera Siracusa, insieme ai Presidi di Avola e Canicattini, pubblicherà una locandina su Facebook per invitare le persone a scendere a mare, sabato 7, indossando una maglietta rossa. Un’occasione per “colorare le nostre spiagge” con la voglia di cambiamento.

Il  Presidio “Paolo e Giuseppe Borsellino” di S. Margherita Belice e Montevago sarà in piazza con un momento di riflessione insieme ad altre associazioni.

Una lista che si allunga ora dopo ora, facendo ben sperare per il tipo di risposta necessario. Nelle ultime ore adesioni sono arrivate da Acli, Medici Senza Frontiere, Amnesty International Italia, Uisp, Fiom Cgil, Articolo 21, Un ponte per, Giustizia e Libertà. All’appello ha aderito, tra i tanti, anche Roberto Saviano, Carlo Lucarelli, Giuseppe Catozzella, Lorenzo Marone.

«Non basta più indignarci- commenta Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele – oggi bisogna provare disgusto, un disgusto che deve risvegliare le coscienze e salvarle da una passività che le rende complici. La maglietta rossa da indossare è un segno ei segni sono importanti, ma poi bisogna organizzare il dissenso, trasformandolo in progetti e speranze. Il vero cambiamento passa dai fatti, dal loro linguaggio silenzioso ma profondamente chiaro e vero».

Libera Catania lascerà veicolare alle immagini la forza di un messaggio alla cui base c’è la voglia di testimoniare il grande bisogno di umanità di cui tutti stiamo soffrendo. Pesa, però, proprio in questi giorni che il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, a neanche un mese dal suo insediamento, con un’ordinanza (la n.89 del 4 luglio) abbia proclamato il suo programma di interventi per risolvere il gravosoproblema della povertà, non solo economica ma anche e soprattutto sociale e culturale nella città.

«Praticamente chi è povero, senza casa e costretto a dormire per strada come anche chi lo fa per scelta – denuncia Giuseppe Vinci, referente di Libera Catania, – dovrà pagare una multa da €50 a €300. Che nessuno, poi, si azzardi a sostare su una panchina o sui gradini di una strada! Pensiamo sia veramente questa la strada per ridare decoro e dignità alla nostra città e ai cittadini (residenti e non)? Noi siamo fermamente convinti che il vero bisogno sia l’incontro, il ristabilire delle relazioni, provare a ricucire la cicatrice che spacca in due la città. Insomma, tendere una mano dall’altra parte o, usando un termine caro a Libera, provare ad “abitare i margini”. Chiediamo all’amministrazione di attivarsi per dare risposte concrete alla vita delle persone ed esca dalla logica della mera rimozione dei problemi emanando “grida manzoniane”, evidentemente inefficaci perché chi vive per strada non sarà mai nelle condizioni di pagare alcunché».