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I lavoratori forestali abbandonati dai governi. La collaborazione presso gli enti locali doveva portare un aumento delle giornate lavorative. Questo era l’obiettivo!

Siamo strafelici ed orgogliosi per aver avuto la testardaggine di essere impegnati in altre competenze, vedi lavori di pulizia che si stanno effettuando in questi giorni nei comuni delle Madonie
Ormai è arcinoto a tutti che il 2 novembre 2010 ad Isnello si è svolto un incontro storico con i sindaci del comprensorio, in cui i lavoratori Aib chiedevano di essere impegnati nei comuni prima o dopo la campagna antincendio, a condizione però di far rispettare l’accordo del 2009, accordo che rivendicavamo anche per i lavoratori della manutenzione.

A distanza di 8 anni i comuni si stanno ancora avvalendo della professionalità e serietà degli operai, ma indirettamente non stanno facendo gli interessi dei lavoratori. L’accordo del 2009 (oggi superato) non si è mai concretizzato, è servito solamente per la campagna elettorale illudendo gli operai del comparto forestale.
Oggi chiediamo che i lavori per le altre competenze devono avere l’obiettivo di aumentare le giornate lavorative per legge, quindi almeno due soli contingenti per tutti: 78isti, 101nisti e 151nisti, ma soprattutto senza sospensioni e/o licenziamenti.

Noi siamo i primi a voler renderci utili per la collettività, l’ambiente e il territorio, ma nello stesso tempo vogliamo essere gratificati con la dignità lavorativa che ognuno di noi merita, non siamo più disposti ad essere presi in giro dalla politica. Ai Sindaci chiediamo cortesemente che la manovalanza impiegata per il verde pubblico abbia il riconoscimento di almeno due soli contingenti per tutti, per come promesso dall’Assessore Bandiera a partire da quest’anno. Ci dispiace ammetterlo, ma le istituzioni politiche non hanno fatto gli interessi dei lavoratori! Le delibere comunali parlano chiaro: “Gli interventi razionali e di qualità hanno a che fare con una occupazione stabile e continua!”

Rivolgendoci ancora una volta ai primi cittadini, gli diciamo che per la manutenzione del verde pubblico e tutti gli altri interventi al di fuori del demanio forestale, che è il loro fine principale, necessitano dell’aumento delle giornate lavorative. Se è nuovamente il caso vi convocheremo per battere i pugni, le altre competenze devono essere ricambiate con almeno due soli contingenti, anche noi abbiamo qualche idea da dove attingere le risorse togliendo sprechi e speculazioni.
Vogliamo azzerare gli incendi? Allora prevenire è meglio che curare!

I sindaci devono emanare ordinanze di prevenzione incendi, di pulizia di terreni incolti e dei margini delle strade di proprietà comunale, ma soprattutto vigilare efficacemente sulla loro attuazione applicando le previste sanzioni e procedendo possibilmente alla scerbatura a rivalsa qualora non effettuata dai legittimi proprietari dei fondi.

Analogamente le Città Metropolitane e i Liberi Consorzi Comunali devono programmare per tempo tutti gli interventi di prevenzione di propria competenza atti a scongiurare il sorgere di situazioni di pericolo della pubblica e privata incolumità. In particolare devono provvedere alla pulizia dei cigli stradali di competenza e concretizzare gli interventi di salvaguardia nelle aree naturalistiche da loro amministrate. Dovranno, inoltre prevedere operazioni di sorveglianza, anche solo come deterrente, contro eventuali azioni criminali. Stesso discorso per l’Anas, il Consorzio Autostrade Siciliane, le Ferrovie dello Stato, Terna ed Enel.

Le riserve naturali e i Parchi oltre ad assolvere ai propri compiti istituzionali dovranno verificare l’efficenza dei mezzi meccanici a loro disposizione da utilizzarsi per eventuali interventi di spegnimento e/o supporto nelle aree demaniali.
La direttiva viene inviata annualmente ai seguenti indirizzi:

-Ai Sindaci delle città Metropolitane della Regione Siciliana
-Ai Commissari dei Liberi Consorzi Comunali
-Ai sindaci dei Comuni della regione Siciliana
-Alle Asp
-All’A.N.A.S – Direzione Regionale
-Al Consorzio Autostrade Siciliane
-Alla Società Terna S.P.A Rete Elettrica Nazionale
-Al Dirigente Generale del Comando del Copro Forestale
-Al Dirigente Generale del Territorio Ambiente
-Al Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana
-Al Dirigente Generale del Dipartimento dello sviluppo Rurale e Territoriale
-Al Dirigente Generale del Dipartimento dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità
-Al Dirigente Generale del Dipartimento delle Acque e Rifiuti
-Al Dirigente Generale del Dipartimento degli Interventi infrastrutturali per l’Agricoltura
-Al Dirigente Generale del Dipartimento per la pianificazione strategica
-Al Dirigente Generale del Dipartimento delle attività produttive
-Al Direttore Generale dell’Irsap
-Al Commissario Straordinario dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara
-Al Commissario Straordinario dell’Ente Parco Naturale Regionale dell’Etna
-Al Commissario Straordinario dell’Ente Parco Naturale Regionale delle Madonie
-Al Commissario Straordinario dell’Ente Parco Naturale Regionale dei Nebrodi
-Al Commissario Straordinario dell’Ente Parco Naturale Regionale dei Monti Sicani
-Alla Direzione Marittima di

E, per conoscenza:
Al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile
Alle Prefetture della Regione
Alla Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco

Se ognuno di questi adottasse al 100% le direttive sulla prevenzione incendi, annulleremo in quattro e quattr’otto tutti i roghi. Il piano (che purtroppo è a discrezione degli enti locali), prevede multe e sanzioni penali.

Perché non farlo diventare legge? Quando tutto è pulito è impossibile incendiare le aeree di interesse pubblico. Un’ora di canadeir ci costa 14/15 mila euro, un ora di elicottero 5 mila.

Ma lo sappiamo che con il costo di 3/4 ore dei mezzi aerei mettiamo in sicurezza il territorio?

È così difficile isolare i criminali-assassini piromani?

È così difficile usare i lavoratori forestali tutto l’anno per l’ambiente?

È così difficile prendere decisioni serie a vantaggio dei contribuenti?

Perchè si perde ancora tempo?

Cosa dire invece per la prevenzione del dissesto idrogeologico?

Purtroppo siamo abituati a spendere molto per la riparazione, anziché meno per la prevenzione. In questi anni la classe politica non ha voluto metterci seriamente le mani.

Michele Mogavero