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Sul turismo, i numeri, raccolti nel Defr approvato dalla giunta sono incoraggianti. Ai dati non definitivi, nel 2017, gli esercizi ricettivi hanno registrato circa 14 milioni 649 mila presenze (+951 mila sul 2016, pari al +6,9%) mentre gli arrivi sono stati di circa 4 milioni 800 mila (con un incremento del 9,8% rispetto al 2016). Tuttavia se il boom del turismo fa ben sperare, non mancano mai contraddizioni, lacune e la palese constatazione di una scarsa organizzazione logistica e normativa che ogni anno genera impreparazione e insufficienze.
Ai lettori di buona memoria sarà rapido e intuitivo richiamare alla mente la proposta di legge mai andata in porto dell’allora assessore al Turismo Anthony Barbagallo. Con il ddl s’intendeva dare una più che mai opportuna rinfrescata e omogeneità alle norme che governano il settore turistico: regolare le strutture alberghiere e ricettive, fissare i canoni precisi da rispettare per rientrare nella classificazione, rendendo chiara la differenza fra la miriade di tipologie offerte oggi ai consumatori, sharing economy, che nel settore turistico indica le “unità abitative ammobiliate a uso turistico”. Il testo avrebbe regolato anche i nuovi sistemi abitativi per turisti come per esempio Airbnb: chiunque condivida la propria abitazione con terzi dietro compenso. Ma ad oggi quel disegno di legge che avrebbe rinnovato lo spirito dei regi decreti che in terra di Sicilia continuano a disciplinare l’intero ambito, si è arenato.
A rispolverarne la rilevanza è Vincenzo Figuccia, deputato all’Ars e leader del Movimento CambiAmo la Sicilia: “Ci sono riforme importanti che in Sicilia attendono di vedere luce. Aggredire nuovi mercati e consolidare quelli che già assicurano flussi in entrata, valorizzare modelli cooperativi di azione fra settore pubblico ed imprenditoria private, destagionalizzare i flussi turistici, sono riforme non possono avere colore.
Il disegno di legge presentato dall’onorevole Barbagallo, è una norma che ho condiviso e che continuo a condividere in molti suoi aspetti. Il testo deve avere priorità nell’iter legislativo e deve immediatamente essere inserito all’ordine del giorno della commissione lavoro e turismo la quale avrà così la possibilità di esaminarla nel merito e inviarla prima possibile in aula.
Riforme come quella del turismo – conclude Figuccia – non possono attendere. Dal Turismo passa l’opportunità di sviluppo per la Sicilia.