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Dopo quasi vent’anni dall’ultima personale a Cefalù, Francesco Biondo ritorna ad esporre nella sua cittadina d’origine. “La Storia Dipinta: ma chi l’ha detto che le date sono solo numeri!” questo il titolo della mostra, patrocinata dall’Amministrazione Comunale, che verrà inaugurata lunedì 20 agosto presso l’Ottagono di Santa Caterina, con interventi del Sindaco Rosario Lapunzina e degli Assessori Vincenzo Garbo e Tania Culotta e con i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio Giovanni Iuppa.
Laureato in architettura a Palermo e trasferitosi a Milano a metà degli anni ottanta, ha alternato l’attività professionale con l’attività artistica esponendo in Italia e all’estero. “Porphyreos Kardia: 30 artisti per Expò” e “Migranza, Accoglienza, Incontro tra Culture”; sono gli ultimi progetti che hanno visto la sua partecipazione, con esposizioni a Milano e provincia.
Nell’86 un suo oggetto/scultura – “Mei”, prototipo autoprodotto, segnatempo – viene premiato al Seibu Art Forum/ ’86 a Tokio. Nel ‘93 sculture polimateriche ed oggetti di scena realizzati all’interno dei laboratori artistici del Carcere Minorile di Milano, vengono esposti al Grand Palais di Parigi.
Negli anni ’90 organizza eventi artistici e mostre. Tra tutti “Le Dieci Giornate di un Sognatore”, “Nero come il Carbone”, “Riflettendo sulla funzione sociale dell’arte: a proposito della guerra nei Balcani” e “L’Utopia dell’Arcivernice”, con la presentazione dello scrittore e giornalista Oreste Del Buono, nonché dirigente editoriale di pubblicazioni quali Linus e Gialli Mondadori. Quest’ultima esposizione raccoglieva oltre quaranta immagini tra vignette e fumetti realizzati da pregevoli autori come Bozzetto, Terenghi, Buffolente, Ascari, Ghermandi, Disegni, Cavezzali e tanti altri. Tutti coinvolti nella reinterpretazione del personaggio di Pier Lambicchi, ideato da Giovanni Manca per il Corriere dei Piccoli negli anni 30/40. La mostra, dopo essere stata a Milano e a Casalecchio di Reno, è stata ospitata proprio a Cefalù, presso gli spazi dell’Ex Mercato del Pesce, nel settembre del ‘94.
“A Cefalù – dice Biondo – torno sempre con grandissimo piacere. E una esposizione è un interessante modo per alimentare presenze, per ricucire distanze”. Negli anni infatti l’artista ha realizzato a Cefalù alcune personali: “Porta-Terra” un’istallazione realizzata nell’86 in Piazza Garibaldi; “Alla corte di misteriose relazioni” nel ’91, negli spazi della Corte delle Stelle e, ultima, “ …Tra vecchi monologhi e nuovi miraggi” nell’estate del 2000, presso l’Osterio Magno dove un percorso di opere accompagnava i visitatori all’interno di tutti gli spazi del meraviglioso palazzetto duecentesco, dai locali cisterna di epoca romana su su per le scale, attraverso la sala con le suggestive bifore bicrome, fino all’ampia sala superiore con l’affaccio dalla trifora su corso Ruggiero.
“E mi pare che Francesco Biondo, come un nomade, – diceva Marcello Panzarella nella sua presentazione all’Osterio Magno – vada ora raccogliendo pezzi di realtà da riportare non so se in un loro più vero e altro universo, o da ricomporre in una sintesi della memoria dell’universo di tutti noi, ma naturalmente visto dal punto di vista di una storia personale, di una genealogia, e di una terra che, attraverso i volti degli antenati, è forse la terra del suo ritorno.”
Dal 20 agosto Francesco Biondo ritorna quindi a Cefalù, presso i locali dell’Ottagono di Santa Caterina con una personale, tematica. Una ventina di opere in cui l’impatto cromatico – a forte connotazione espressionista ed informale – si confronta su una serie di eventi storici. La mostra sarà presentata presso la Sala delle Capriate al Palazzo di Città alle ore18.30.