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Immessi in ruolo 200 assistenti amministrativi nelle scuole della provincia di Palermo, provenienti da un lungo periodo di precariato. Sono  lavoratori co.co.co (ex Lsu Ata) che operano da circa vent’anni nelle segreterie delle scuole.  Per loro il percorso di stabilizzazione,  dopo lunghe e complesse trattative, si è concluso il 28 agosto grazie alle misure previste nella Legge di Stabilità approvata a dicembre.
I lavoratori, 812 in tutta Italia e 400 in Sicilia, hanno passato a giugno il concorso pubblico e finalmente prenderanno servizio come assistenti amministrativi di ruolo a partire da settembre. “Facciamo un  grosso in bocca al lupo a tutti i 200 neo assunti nel  ruolo di assistente amministrativo nelle scuole della provincia di Palermo. Oggi si chiude un periodo di precariato durato quasi 20 anni – dichiarano il segretario generale Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso e il segretario generale Flc Cgil Palermo Franca Giannola –  Tante sono ancora le cose da definire e per questo continueremo a stare al fianco di tutte le lavoratrici e i lavoratori ex co.co.co. La Flc Cgil continuerà a seguire questi lavoratori sia a livello nazionale che territoriale per la tutela dei loro diritti e per le necessarie informazioni relative al contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola”.
Nidil Cgil Palermo, la categoria degli atipici, che da anni segue la vertenza di questi lavoratori,  se da un lato si ritiene soddisfatta per aver messo la parola fine al ventennale periodo di precariato, dall’altro, insieme alla  Flc-Cgil,  la categoria che rappresenta il mondo della scuola, denuncia alcune problematicità. “Ci sono diversi nodi ancora da sciogliere – aggiungono Gattuso e Giannola –  I lavoratori verranno assunti  con un contratto part time al 50 per cento,  pari a 18 ore settimanali. E  per loro si profila dunque una perdita in termini di salario rispetto a quanto percepivano come co.co.co, uno stipendio che arrivava appena a 1.000 euro. La discussione per noi continua fino a quando i contratti non saranno trasformati in full time”.
“Il part-time, in questo caso obbligatorio, è un’eccezione nel mondo della scuola – sottolineano Nidil e Flc – e la quota del 50 per cento è più bassa rispetto a quanto promesso dal ministero nei diversi tavoli di trattativa e anche rispetto alle risorse stanziate (16 milioni di euro). Nidil e Flc hanno già richiesto negli ultimi incontri ministeriali di garantire almeno gli stessi livelli retributivi e questo significherebbe un aumento della percentuale del part-time. Nel fare i migliori auguri di buon lavoro ai neo immessi in ruolo, la  Flc Cgil si impegna nel continuare a tutelare i diritti di questi lavoratori affinché si raggiungano condizioni di lavoro ottimali”.