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Riaffiora dall’oblio, dopo settant’anni un’iscrizione scalfita sul muro interno di una struttura militare, ovvero di una Postazione di Blocco Costiero (PBC) risalente alla Seconda Guerra Mondiale. L’incisione tracciata sulla parete da chissà quale militare, sia egli un semplice Soldato di Truppa o Ufficiale, campeggia lapidaria accanto ad una delle tre feritoie di cui due ostruite da detriti. Non conosceremo mai il suo autore né tantomeno lo stato d’animo o l’impeto che spinse il militare a eternare questa breve frase; anche se, probabilmente, altri riferimenti murali potrebbero affiorare attraverso un’accurata indagine interna. Allo stato attuale potremmo generare solamente delle congetture, come ad esempio: una forma d’esortazione alla resistenza ad oltranza, oppure, l’azione eroica contro un assalto nemico, o semplicemente un segno di propaganda militare. E’ certo che l’iscrizione di cui riporto fedelmente il testo “7 novembre 1942 Morire per la patria” rievoca indubbiamente un periodo, contrassegnato da eventi turbinosi e sinistri della storia del XX secolo. Con tutta probabilità, l’iscrizione si lega con gli eventi bellici nel Mediterraneo centro-occidentale che culminarono nell’operazione Torch (Torcia) iniziata nella notte tra il 7 e 8 novembre 1942, allorché, le truppe anglo-americane sbarcarono nei possedimenti francesi siti nell’Africa Settentrionale. L’Operazione, ebbe notevole rilevanza, aprendo la strada per il successivo sbarco sul suolo siciliano. La struttura militare già segnalata, vedi l’articolo su questa Testata giornalistica: “Il bunker che vigilava sul territorio orientale della città” è stata un’altra volta ispezionata dallo scrivente, nonostante la sua infelice condizione di accessibilità. Attraverso l’unica feritoia agibile ho potuto eseguire altri scatti fotografici e dopo il relativo processo d’ingrandimento è apparso ai miei occhi ciò che la storia per un settantennio aveva trascuratamente celato. La singolare scoperta coincide curiosamente proprio con l’anniversario dello sbarco Alleato in Sicilia 2013-1943 e di cui la nostra Isola sarà protagonista attraverso opportune celebrazioni. Al di la delle vicissitudini che hanno attraversato i militari del secondo conflitto mondiale sia dagli entrambi schieramenti e dai diversi fronti di guerra, nello specifico, le truppe impegnate in Sicilia, mi piace riportate qui di seguito un celebre passo di Omero: “Dei nostri affanni tristi possiamo ora parlare, ricordandoli. Perché anche dei mali, passato il tempo, può ormai parlare serenamente chi molto ha dovuto soffrire e molto vagare”.

Ringrazio ancora una volta il Presidente della Pro Loco Termini Imerese Sergio Monachello per il supporto logistico e fotografico alla ricerca durante il primo sopralluogo al bunker di Contrada Scialandro-Tonnarella

(Pubblicato in origine su MadonieLive, domenica 3 marzo 2013)

 

Giuseppe Longo

@longoredazione