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Dalla visita di Papa Francesco in Sicilia, si confermano i presupposti sociali a cui la penisola incombe quotidianamente. Da Piazza Armerina a Palermo si sono messi in evidenza le piaghe che attanagliano il territorio tra sottosviluppo, sfruttamento dei lavoratori e una mancanza di occupazione specialmente fra i giovani.

Invita perciò a «considerare le piaghe della società e della Chiesa» che «non è un’azione denigratoria e pessimistica». «Se vogliamo dare concretezza alla nostra fede, dobbiamo imparare a riconoscere in queste sofferenze umane le stesse piaghe del Signore. Guardarle, toccarle…. andate per i vicoli, i crocicchi, le piazze e i luoghi di vita feriale, e portate a tutti la buona notizia che è possibile una convivenza giusta, piacevole e amabile, e che la vita non è un’oscura maledizione da sopportare fatalisticamente, ma fiducia nella bontà di Dio e nella carità dei fratelli».

Ricorda Padre Puglisi il prete ucciso dalla mafia 25 anni fa. «Sarebbe bello stare insieme ancora un po’!» dice, accolto da un fragoroso applauso della folla. «Sento il calore della vostra fede e le speranze che portate nel cuore, ma sono atteso a Palermo, dove faremo memoria grata del sacerdote martire Pino Puglisi. Ho saputo che, venticinque anni fa, appena un mese prima della sua uccisione, egli trascorse alcuni giorni qui, a Piazza Armerina. Era venuto per incontrare i seminaristi, suoi alunni al Seminario maggiore di Palermo. Un passaggio profetico, io credo! Una consegna, non solo ai sacerdoti, ma a tutti i fedeli di questa diocesi: per amore di Gesù, servire i fratelli fino alla fine!».

Parole di stima e affetto per tutti, come si solito e lacrima d’obbligo per ciò che ispira e ciò che mette giornalmente in campo. Si avvilisce e si sofferma sul problema principale del lavoro tra sofferenza,mancata occupazione ed esodo in aumento dei giovani. monito per la politica generale e monito per il governo siciliano che tutt’ora annaspa e naviga a distanza sui tempi della precarietà come quella dei Forestali, perenne chiodo di sempre e problema che non riesce a risolversi chiunque sia al timone regionale