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“Ritardi inaccettabili” nell’erogazione del bonus acqua. La misura è prevista dal 1° luglio di quest’anno: un bonus sociale idrico che permette di non pagare un quantitativo minimo di 50 litri al giorno di acqua a persona, considerato equivalente a un bisogno essenziale, per le famiglie in difficoltà economica. Ma a quasi tre mesi di distanza ci sono ancora inefficienze e ritardi, tanto che gli utenti non riescono a beneficiarne. Questa la denuncia che arriva oggi da Federconsumatori che parla di “lungaggini burocratiche” e di “ complessità dell’attuale meccanismo di erogazione”.

Spiega Federconsumatori: “I comuni e i caf, infatti, non sono ancora del tutto attrezzati per recepire le domande e la piattaforma (SGATE) che dovrebbe consentire ai gestori di lavorare le richieste sembra ancora non essere pienamente operativa. Un ritardo inaccettabile, che si somma all’incomprensibile rinvio dell’introduzione dell’erogazione automatica per i bonus gas ed energia, che fino ad oggi rimane uno sterile annuncio.”.

Il bonus idrico è una misura volta a ridurre la spesa ridurre la spesa per il servizio di acquedotto di una famiglia in condizione di disagio economico e sociale e permette, come detto, di non pagare un quantitativo minimo di acqua pari a 50 litri al giorno a persona. Hanno diritto al bonus gli utenti di nuclei familiari con indicatore ISEE non superiore a 8.107,5 euro oppure con indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro se con almeno 4 figli a carico.

Per Federconsumatori i bonus andrebbero erogati direttamente in bolletta. “Ribadiamo la necessità di prevedere, per tutti i settori, l’erogazione automatica del Bonus direttamente in bolletta tramite la cooperazione tra i soggetti deputati a gestire le informazioni utili per tale scopo, ovvero l’INPS, che conosce i potenziali beneficiari all’agevolazione e il Sistema Informativo Integrato gestito da Acquirente Unico, che già dialoga con tutti i fornitori di energia elettrica e gas e potrebbe fare lo stesso con i gestori del settore idrico. Non vorremmo che tali ritardi ed inefficienze rientrino nel disegno che prevede non solo la mancata operatività del bonus idrico, ma anche la totale cancellazione dei bonus energia e gas, per finanziare, invece, i fantomatici redditi e pensioni di cittadinanza”. Aggiunge il presidente dell’associazione Emilio Viafora: “Prima di mettere in atto iniziative ardite, è fondamentale agire con senso di responsabilità, garantendo quantomeno i diritti acquisiti e le agevolazioni riservate alle famiglie meno abbienti, specialmente in una fase come quella attuale, in cui la povertà energetica è divenuto un fenomeno sempre più diffuso e allarmante”.