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Due giornate importanti dedicate a Mariannina Coffa Caruso, poetessa siciliana, poco conosciuta ai non addetti ai lavori, a cui sono state dedicati momenti importanti di riflessione con un convegno :”Mariannina Coffa Caruso, la donna poetessa , la donna del risorgimento e la donna melanconica” in due prestigiose location della città di Palermo tra cui la Biblioteca comunale , alla presenza di  autorità cittadine come Roberto Lagalla.
Il convegno inserito nel calendario Palermo capitale della cultura è stato fortemente voluto dalla collaborazione di due associazioni “Suggestioni Mediterranee” e Zyz Palermo splendente.
Chi era Mariannina Coffa? Una donna le cui vicende della vita hanno reso sola, il suo amore per la scrittura era motivo di astio per la famiglia che finì per ostacolarla in tutti i modi. Mariannina visse in un’epoca dove le donne dovevano essere solo, o mogli, o madri, non esseri pensanti, tutto questo non può che indurci a riflettere veramente sulle grandi conquiste che negli anni la donna ha raggiunto.
E’ di recente pubblicazione un bellissimo volume di Maria Serena Sapegno “figlie del padre” in cui viene messa in rassegna il lungo ventaglio di donne che si sono ribellate all’autorità paterna e a quella legge “morale” che le relegava a esseri non pensanti, il pensiero le avrebbe rese cattive madri, pessime compagne di vita, niente di più sbagliato e la storia lo ha dimostrato, Mariannina era una di queste donne, rivoluzionarie.
È bene dunque che si realizzino eventi come questi voluti fortemente dalla presidentessa dott.ssa Stella Pucci di Benischi e il dott.re Gianluca Pipitò, presidenti delle associazioni organizzatrici.
Bellissimo momento di meditazione sul cammino delle donne e sulle conquiste raggiunte.
Mariannina Coffa è sta definita una capinera, a cui hanno impedito di volare liberamente, la stessa tuttavia è riuscita ad avere nonostante le limitazioni, grandi consensi di pubblico, raccontando nei suoi versi, nei suoi diari la sua storia del risorgimento, la storia raccontata da una donna “diversa”. Mariannina è il volto delle donne maltrattate, il cui intelletto è stato mortificato, morì sola e tra stenti economici, abbandonata da tutti è riuscita con la sua poesia tuttavia a rimanere immortale, una stella poco conosciuta che brilla nel firmamento di chi non ha vissuto invano.
Qui è proprio il caso di dire che l’inchiostro è rimasto indelebile ed ha vinto sulla stupidità del pensiero che dava alla donna un ruolo subalterno in società, meditiamo.