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Sempre più sorprendente appare la natura dei rapporti interpersonali, definiti qualche anno fa da Bauman come relazioni liquide, definizione che lasciava intendere la fragilità dei legami tra le persone, ma in qualche modo ne suggellava l’esistenza, ora sembra che quel filo sottile che credevamo ci fosse ancora tra le persone è venuto meno, le relazioni sono solo consumistiche, gli incontri sembrano “colazioni frettolose al bar” o un po’ più sfiziose per un’aperitivo, dove prendi qualcosa dall’altro alcune volte, forse niente altre volte, e finisci per andar via come se avessi soltanto consumato una briosche e poco hai dato di te.
Cosa resta degli incontri? Esiste la voglia di scambiarsi qualcosa? O è solo voglia di non rimanere a lungo soli con se stessi, qual’è il senso di selfie e foto insieme se non ci si è detto fondamentalmente nulla in quegli istanti di vita trascorsi vicini, attorno a quella mano che raccoglie patatine e sorseggia un vino, cosa c’è? Spesso il nulla, incapacità di parlarsi, difficoltà ad ascoltarsi.
Quanti effettivamente sono disposti ad ascoltarci? Pochi.
Nella società mordi e fuggi si cercano buone cose, non briosche ammuffite, la tua storia se fa acqua non vuole ascoltarla nessuno, perchè a nessuno interessa e nessuno ha voglia di “perdere tempo”con cose che non gli appartengono o che potrebbero risvegliare i suoi fantasmi, meglio farli stare buoni, buoni quelli.
A proposito dei “fantasmi”psichici, si è concluso sabato scorso, 20 ottobre la giornata nazionale della psicologia, organizzata dall’ordine degli psicologi della regione Sicilia, in collaborazione con l’assessorato regionale alla salute, occasione per promuovere ancora una volta in piazza il ruolo dello psicologo, come figura vicina alla gente, che può svolgere un ruolo importante di ascolto nelle difficoltà, contribuire al benessere nei luoghi di lavoro e tanto altro, mai più come ore sarebbe utile lavorare sulle relazioni interpersonali cominciando da un’attento lavoro nelle scuole, nei luoghi di lavoro per migliorare la qualità della vita e nutrire anime sempre più a brandelli , con sentimenti, buoni propositi, energia e non lasciare che si diventi manichini in movimento con cellulari tra le mani sempre e comunque.
Con grande sconforto ci accorgiamo che le relazioni si adeguano via, via ai bisogni momentanei del consumatore, il consumatore è attratto non tanto dall’oggetto, quanto dal godimento che trae dall’oggetto, non ricerca relazioni, ma le soddisfazioni che spera le relazioni gli arrechino, sostiene Giddens, una volta consumata, la relazione è finita.
L’epilogo sembra quasi tragico, se non ci fermiamo a fare qualcosa, a guardarci dentro come nel bellissimo inside-out che non è solo un cartone animato, ma la “ vita di cartone” che parla di noi, e per chi non l’avesse visto consigliamo di vederlo.
Durante la giornata dedicata alla psicologia e alla promozione del benessere tra le tante iniziative, vogliamo sottolineare l’intervento di Tommaso Gioietta psicologo e attore che ha recitato un monologo, che vogliamo ricordare come monito di ricerca di nuove opportunità di vita, nonostante gli errori eventualmente commessi o gli eventi contrari, ripercorrendo lo strano caso di Benjamin Button, storia da cui fù realizzato un film molto interessante sullo studio della condizione umana :
“Per quello che vale non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi; puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo.. possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita, e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero”.
Vorremmo che tutti capissero che la vita và vissuta pienamente e possibilmente con la possibilità che ci viene concessa spesso di dare un taglio nuovo, se impariamo a cogliere i segnali della vita.
Le relazioni vanno coltivate, le incomprensioni gestite, e quando ci accorgiamo da soli di non potercela fare chiediamo aiuto ad un esperto di relazioni, lasciamo che qualcuno si prenda cura di noi, affinchè possiamo imparare a prenderci cura poi, noi meglio di noi stessi.