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Desiree’……un pensiero per te!

Sembra un bollettino di guerra, ancora una volta come un “birillo” cade a terra sotto le grinfie brutali della mano dell’uomo una giovane donna.
Il copione è sempre quasi lo stesso, o sono casi, in cui si è stati vittime di violenza domestica, stolker, mariti, compagni gelosi, che non accettano la fine di storie, o raggiro, prostituzione, overdose, come il caso capitato a Desiree’ a Roma, dai contorni ancora incerti.
Sulle dinamiche si sa ancora poco, sebbene lo scenario in cui si è consumato il delitto non lascia pensare a nulla di buono, il corpo ritrovato senza vita in un luogo degradato, segnalato più volte dai residenti del quartiere come pericoloso, perchè frequentato da spacciatori, senza tetto, delinquenti di ogni genere.
Che ci faceva Desiree’ lì, sotto effetto di droghe, incapace di intendere e volere? Cosa spinge un’essere umano a “cercare i guai”? Si , perchè alcune volte i guai vengono senza che noi li cerchiamo volutamente, altre volte li cerchiamo non facendo le giuste valutazioni delle situazioni, avendo la presunzione psicologica di volere e potere gestire gli eventi e l’altro.
Conoscere l’altro veramente è difficilissimo, poiché la complessità dell’essere umano è incredibile, tuttavia ci sono segnali spesso troppo evidenti per lasciare che passino inosservati.
L’essere umano pecca di presunzione, nel girone dantesco, se mai esistesse veramente, troverebbero dimora molti uomini e donne di questa terra.
La violenza nelle relazioni è davvero all’ordine del giorno, una guerra dei roses, senza tregua, non possiamo rimanere indifferenti, cosa stà succedendo? Perchè si è incapaci di affrontare le difficoltà relazionali? Daniele Novara scriveva “nessuno sa litigare” aveva ragione.
La capacità di gestire il conflitto presuppone l’esistenza di competenze quali l’empatia, il decentramento cognitivo, il dialogo fatto di ascolto. Il conflitto è parte delle relazioni sani, saperlo gestire è una qualità che non tutti possiedono, ecco perchè bisognerebbe essere educati anche alla gestione “non violenta del conflitto”.
Ancora una volta chiediamo aiuto alla psicologia e ai medici psicologi perchè entrino di più nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei centri per giovani, perchè ascoltino i giovani, diano suggerimenti alle famiglie, agli insegnanti per potere decodificare segnali di disagio e si possano attivare azioni sinergiche d’intervento per la salute e ben-essere della persona.
Desiree’ sappiamo cosi poco di te, eppure tu come tante altre vittime di violenza, sei entrata nelle nostre case e non possiamo non dedicarti un pensiero per il tuo corpo martoriato, che sembra abbia subito anche uno stupro, e la tua mente che chissà dove era in quelle tragiche giornate dove chissà cosa ti era capitato per ritrovarti in quel posto lontano da casa, sporco e in compagnia di gente non per bene.
Nessuno può giudicare, nessuno conosce mai la ferita profonda che spesso si cela nelle vite fragili di tanti, vorremmo solo non dovere assistere impotenti sempre a queste morti violente.
Il pensiero dunque ai nostri figli che possano conoscere meno dolore e vivere con più gioia la vita.
Ancora una volta una vita che si spegne, ancora una volta addolorati, costretti a raccontare la fine di una vita, il fallimento dell’esistenza.

Sabrina Miriana