CecalSrl

“Da tre anni, la strada di collegamento tra Caltavuturo e Scillato è ancora impraticabile e dei lavori per il suo rifacimento non se ne vede neanche l’ombra. Il governo della Regione Siciliana si impegni alla ricostruzione di quella strada spazzata via dalla stessa frana che ha causato il cedimento del viadotto Himera della A19 e che gode già di uno stanziamento da parte del Dipartimento della protezione civile di oltre 7 milioni di euro”.
E’ quanto scrive il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Giancarlo Cancelleri in una mozione, che impegna il presidente Musumeci ad accelerare l’iter realizzazione dei lavori di ricostruzione del tratto stradale della S.P. 24 distrutto a seguito del dissesto idrogeologico verificatosi nel 2015. “Così a naso, ritengo siano leggermente eccessivi tre anni d’attesa senza che si muova una ruspa – sottolinea Cancelleri – stiamo ancora aspettando l’appalto dei lavori di rifacimento della strada inseriti tra le opere urgenti da una deliberazione del Consiglio dei Ministri e già finanziata. Sebbene da quei ben noti eventi calamitosi del 2015 si sia fatto fronte parzialmente alla emergenza legata alla necessità di riapertura del tratto autostradale interrotto, nessun altro risultato è stato raggiunto in favore dei comuni isolati. Per le popolazioni delle comunità di Caltavuturo e Sclafani Bagni, la S.P. 24 rappresenta infatti l’arteria principale di collegamento del territorio madonita ai servizi essenziali.
E’ compromessa la sicurezza dei pazienti e la stessa qualità delle cure, in quanto per raggiungere i presidi ospedalieri di Termini Imerese e Cefalù un’ambulanza impiega in media 20 minuti in più rispetto ai tempi necessari qualora la S.P. 24 fosse ripristinata. Allo stesso modo è esasperata la vita dei ragazzi in età scolare e dei pendolari, costretti a percorrere tratti lunghi e tortuosi, e non privi di rischi in caso di maltempo, per raggiungere gli istituti scolastici e il posto di lavoro.
Unica consolazione per quei cittadini, è stata la trazzera che noi abbiamo costruito con la restituzione dei nostri stipendi. Invece le scene delle celeri ricostruzioni di ponti e opere pubbliche di altri paesi o regioni italiane, sono purtroppo quanto di più distante dalla prassi della nostra regione. Musumeci intervenga – conclude Cancelleri – i cittadini madoniti non possono più aspettare”.