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Una buona “risata” con la compagnia ArtEparte, il riso è proprio una cosa seria!

Inizia in gran stile la compagnia ArtEparte al Teatro Savio ridotto, un’esplosione di energia sul palco, ha tenuto inchiodato con risate e applausi, il pubblico per circa un’ora e mezza con uno show comico , dove il teatro è entrato magistralmente nel varietà, creando momenti di grande divetimento per tutti, grandi e tantissimi bambini.
Un pubblico divertito ha applaudito con grande vivacità, entrando esso stesso in più momenti nella scena, canticchiando e partecipando alle battute esileranti dei bravissimi e giovanisimi attori, Nunzia Sposito, Danilo Zisa, Antonino Di Marco e Antonio Sposito, direttore artistico Francesco Giacalone, regia di Giovanni Sposito.
Nulla lasciato al caso, momenti divertenti in cui la risata ha fatto da protagonista, attraverso il gioco sulle parole e la non-comprensione delle stesse.
Una bella risata catartica, pulita non procurata da battutaccie o parolaccie come sovente accade in presunti spettacoli definiti divertenti. Il teatro nel varietà, un binomio esplosivo dove o hai davvero talento ed i nostri attori ne hanno tanto o è meglio non immergersi in queste avventure.
“Ridere” che bella cosa, ne abbiamo tutti bisogno, momenti di svago dove poterci prendere anche un po’ in giro.
La risata è il nemico di tutto ciò che è costruito, ha il potere di far crollare l’edificio ingombrante dell’apparenza, a livello fisico produce stati di benessere e favorisce il piacere dello stare insieme.
La risata è l’espressione dello spirito comico che è dentro di noi e tutti ne abbiamo sempre più bisogno .
È stato davvero un piacere vedere questi giovani talenti all’opera, sicuri, padroni in scena, esibirsi con grande naturalezza, dietro tanto studio, tanta preparazione artistica che trapelava da ogni gesto, inflessione della voce curatissima, insomma una risata procurata davvero bene, speriamo di vedere ancora tanti altri spettacoli di questa giovane compagnia che ha tanta voglia di crescere.
Ridere è una cosa seria, mai abusarne altrimenti il rischio è di apparire deficenti, ecco perchè abbiamo bisogno di artisti bravi.