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“Come è noto il Piano di Azione e Coesione a sostegno di anziani e minori ha consentito ai 55 distretti socio-sanitari dell’Isola di potere effettuare interventi di grande impatto sociale ma, come sappiamo, ci si è scontrati anche con una serie di difficoltà in termini di capacità amministrativa che devono essere gradualmente superate. In tal senso è necessario dare più tempo per consentire ai distretti di impiegare le risorse ancora non utilizzate e contestualmente lavorare affinché questi interventi possano diventare strutturali anche in considerazione del fatto che i comuni del Mezzogiorno sono sempre meno nelle condizioni di far fronte alla spesa sociale per le categorie deboli”.
Questo il commento di Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di AnciSicilia a margine della riunione del Comitato di Indirizzo e Sorveglianza (CIS), sul Programma Nazionale servizi di cura all’infanzia e agli anziani non autosufficienti, svoltasi al Viminale, durante la quale l’AnciSicilia ha chiesto la proroga al 30 giugno 2020 del programma, un preciso intervento per sbloccare liquidità e rendicontazione dei comuni e il rafforzamento dell’assistenza tecnica sui territori, attraverso un apposito protocollo sottoscritto da Ministero, Prefettura e Regioni.
“L’accordo raggiunto questa mattina al CIS – ha concluso Paolo Amenta, vice presidente dell’Associazione dei comuni siciliani, presente all’incontro – permetterà ai comuni non solo di usufruire di un prolungamento di 12 mesi per non perdere i 480 milioni di euro a disposizione, ma consentirà anche ai Distretti socio-sanitari di assicurare assistenza a minori ed anziani garantendo anche la copertura finanziaria alle tante cooperative dell’Isola che si occupano di welfare con grande professionalità e che, purtroppo, in questi ultimi mesi non sono state messe nelle condizioni di pagare i dipendenti. Adesso dobbiamo solo aspettare la ratifica del Ministero dell’Interno”.