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In occasione della celebrazione del bicentenario della Costituzione Siciliana (1812-2012) la figura dell’abate termitano Paolo Balsamo (1764 – 1816) economista di fama internazionale avrebbe meritato una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, in modo da farla uscire dalla stretta cerchia di studiosi che si sono occupati delle sue opere, al fine di farla conoscere anche al grande pubblico. Il Balsamo, fu incaricato di redigere la nuova Costituzione Siciliana approvata il 20 giugno 1812. Il nuovo progetto di costituzione siciliana, si prefiggeva di fare da ponte tra le tradizionali legislazioni isolane e la legislazione di stampo inglese. Il nuovo ordinamento giuridico modificò la precedente composizione parlamentare, sicché i tre bracci o rami, Feudale, Ecclesiastico e Demaniale si ridussero a due: la Camera dei Pari (Nobili) e quella dei Comuni (i rappresentanti delle comunità locali). La nuova Costituzione inoltre apportò una modifica “geografica”, l’abolizione della precedente suddivisione amministrativa, ordinata nelle tre valli: Mazara, Noto, e Valdemone e creando al loro posto ventitré distretti. Inoltre, la nuova Costituzione prevedeva: la libertà di stampa, l’abolizione almeno formalmente dei privilegi feudali, la difesa dei diritti civici e la creazione di un parlamento bicamerale. Ebbe a dire il termitano Nicolò Palmeri (1778 – 1837) economista, storico e politico italiano. “Se nel 1810 pochi capivano che volesse dire Costituzione, da quell’epoca in poi non vi ha ciabattino che non conosca i diritti suoi e che non senta la violenza di esserne spogliato”. Paolo Balsamo nacque a Termini Imerese (PA) da una famiglia di giardinieri (jardinara) le sue umili origini lo contraddistinsero per la sua modestia, amava dire di se: “La mia nobiltà comincia da me”. Terminati gli studi al Seminario e divenuto sacerdote, compì un viaggio di studi in Inghilterra, dove apprese le tecniche d’avanguardia relative ai lavori agricoli e dove intrecciò amicizie con i maggiori studiosi inglesi. Il viaggio proseguì nelle Fiandre, in Francia e nelle regioni delle centro-nord d’Italia. A Firenze frequentò la celeberrima Accademia dei Georgofili, la massima istituzione per lo studio dell’Agricoltura in Italia. Tornato in Sicilia, si dedicò all’applicazione delle nuove metodologie apprese all’estero e in Italia. Nel 1786, presentando un curriculum di tutto rispetto e una nutrita serie di pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali, vinse la cattedra di Agricoltura presso l’Accademia degli Studi (poi Regia Università) di Palermo. Dopo la Restaurazione e lo scioglimento del Parlamento, il Balsamo si ritirò dalla vita politica e dalle sue amarezze e narrò le lunghe e farraginose vicende che avevano portato all’abolizione della costituzione del 1812 nella sua opera “Sulla istoria moderna del regno di Sicilia”. Paolo Balsamo fu membro di molteplici Accademie e Deputato al Parlamento Siciliano. Inoltre fu uno studioso ben noto anche all’estero, tanto che alcune sue opere ebbero traduzioni in varie lingue. Tra i suoi scritti oltre a quello citato ebbe notorietà “Memorie economiche agrarie riguardanti il Regno di Sicilia” Palermo, Reale stamperia, 1803. Dopo la sua morte avvenuta a Palermo il quattro settembre del 1816, la città di Termini Imerese volle ricordare l’illustre suo cittadino facendo apporre un’iscrizione commemorativa nella casa in cui nacque, mentre la contigua strada fu denominata via Abate Balsamo. Nei primi del Novecento con la costruzione della via panoramica Serpentina il Comune volle dedicarla al suo illustre figlio. Infine, fu intitolata a Paolo Balsamo l’omonima Società Operaia di Mutuo Soccorso tuttora esistente e per la quale quest’anno ricorre il 130° anno dalla sua fondazione (1882-2012).

Ph. Michele Ciofalo “Ritratto di Paolo Balsamo” olio su tela, seconda metà del XIX sec. Società Operaia Paolo Balsamo.

(Pubblicato in origine su MadonieLive, il 25 dicembre 2012)

Si ringrazia per la foto del “Ritratto di Paolo Balsamo” il Presidente della Società Operaia sig. Giuseppe Vuono

 

Giuseppe Longo 

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