CecalSrl

Riceviamo da FederConsumatori Cefalù e pubblichiamo:

…..é palesemente falsa la notizia che l’acqua di Cefalù è inquinata…..” era questo il titolo di alcuni giorni fa, di una nota pubblicata per conto dell’Amministrazione Comunale di Cefalù e, per essa, dal Sig. Sindaco, il quale, nella stessa, scriveva inoltre che: “si ritiene non ammissibile che, attraverso mezzi di stampa, si diffonda la notizia, palesemente falsa che “l’acqua di Cefalù è inquinata”, generando con ciò un ingiustificato allarme nell’opinione pubblica, per il perseguimento del quale ci si riserva di procedere nelle sedi competenti. Quindi, da un lato, dichiarava che era falso che l’acqua erogata fosse inquinata e dall’altro, minacciava di procedere nelle sedi competenti. Sinceramente non sappiamo a chi erano indirizzate tali minacce e ci auguriamo che non fossero rivolte alla nostra associazione che, da anni, sta combattendo una battaglia di civiltà per far sì che quanti risiedono e/o dimorano, anche per un breve periodo a Cefalù, possano usufruire di acqua potabile.

La nostra associazione ha, da sempre, richiesto un confronto cui, purtroppo, l’Amministrazione Comunale si è sempre sottratta, segnalando sui blog e sui giornali telematici gli inconvenienti della rete idrica, al solo fine di risolvere le problematiche che i cittadini, da parecchio tempo, lamentano in merito all’acqua che entra nelle loro case. Infatti, come abbiamo dimostrato con le foto, più volte, l’acqua era imbevibile tant’è che, spesso, nonostante fosse incolore, assumeva il colore ferroso.

Nonostante le nostre richieste siano rimaste inevase, tuttavia abbiamo cercato di segnalare continuamente questo stato di cose al fine di trovare delle soluzioni per far sì che l’acqua fosse potabile. E’ sempre questo il fine che ci siamo prefissi come associazione e cioè che l’A.C. provvedesse a rendere potabile l’acqua che fuoriesce dai rubinetti. Non abbiamo mai utilizzato l’aggettivo: “inquinato”. Molto probabilmente è lo stesso esponente dell’attuale A.C. che ha parlato di “inquinamento” dimenticandosi, forse, di quando lui stesso, dai banchi dell’opposizione, presentandosi con una bottiglia piena di acqua di color ferroso, invitava quell’amministrazione a berne il contenuto. Proprio per tale motivo, ci si meraviglia non poco di quanto minacciato dal Sindaco che non si vide rispondere da quell’A.C. che lo avrebbero denunciato. Ci si chiede, inoltre, se le stesse minacce siano state indirizzate al Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Palermo, il quale, nel luglio del 2017 invitava l’attuale Sindaco, dopo che i laboratori di analisi avevano riscontrato che ancora persisteva la presenza di coluri e sodio “le cui concentrazioni di parametri erano superiori al valore previsto” a porre in essere i provvedimenti di competenza. Nella stessa nota, inoltre, il sopracitato Dirigente rappresentava al Sindaco che dai campionamenti eseguiti, in particolare presso la fontanella sita in Via Lungomare Giardina, erano stati riscontrati “indici microbiologici di inquinamento”. Cioè dagli esami era emerso che da quella fontanella fuoriusciva acqua inquinata e, di conseguenza, invitava il Sindaco, non solo a prendere tutti i provvedimenti necessari al fine di distribuire acqua in conformità al D. Lgs. N.31/2001 ma lo invitava, soprattutto, ad apporre nelle fontanelle pubbliche il cartello con la scritta “ACQUA NON POTABILE”. La nostra associazione ha sempre parlato della potabilità (o meno) dell’acqua ma adesso, il certificato del SIAN parla di inquinamento; se il Sindaco ha minacciato di “procedere nelle sedi competenti” solo per aver parlato della non potabilità dell’acqua, la stessa cosa avrebbe dovuto fare avverso l’esito delle analisi eseguite che hanno riscontrato l’effettivo inquinamento dell’acqua che fuoriusciva da quella fontanella.

In parole povere avrebbe dovuto, per la stessa motivazione, contestare dapprima il risultato di quelle analisi e, successivamente, se del caso, denunciare all’A.G. quanto “erroneamente” e/o di “falso” contenuto in quel certificato. Non risulta, ad oggi, che siano state contestate quelle analisi né che abbia proceduto nelle sedi competenti per un certificato nel quale era riportato che l’acqua era “inquinata”.

Noi che non siamo degli esperti possiamo solo ipotizzare che la presenza di “indici microbiologici di inquinamento” sia dovuto, probabilmente, al fatto che durante il tragitto si possano verificare delle infiltrazioni fognarie. Questo sì che è molto grave che si aggiunge a quella della “non potabilità” dell’acqua per la risoluzione della quale questa associazione si è, da anni, battuta.

Di una cosa siamo sicuri e che, qualora quelle velate minacce fossero state rivolte anche alla nostra associazione che ha a cuore la tutela dei cittadini, che ha avuto, probabilmente, “l’ardire” di rendere pubbliche le analisi di cui abbiamo discusso, queste non ci fermeranno perché non si può sottacere quanto è sotto gli occhi di tutti e cioè di cosa fuoriesce dai rubinetti di migliaia di case; non possiamo essere complici del fatto di far bere acqua non potabile ai turisti che vengono a visitare la nostra città e, di conseguenza, non saranno certamente queste a fermarci, denunciando, con prove inoppugnabili e con maggiore forza questa situazione sino a quando non verrà trovata una soluzione adeguata.

Ci si chiede ancora come mai per la fontanella del lungomare (assieme a quella della giudecca e della marina), non si è data esecuzione a quanto prescritto nel certificato del SIAN, con l’apposizione della segnalazione di “acqua non potabile” e nel caso fosse stato fatto, nel momento in cui la scritta era stata eliminata, ripristinarla immediatamente. E ancora, come mai tutte le giuste richieste che partivano dalla nostra associazione (autobotti, segnalazioni, richieste analisi ecc. ecc…..) non hanno mai trovato un momento di confronto e di dialogo nell’unico vero intento di risolvere le problematiche che, da anni abbiamo, come Federconsumatori, denunciato?

Infine, desideriamo ricordare che la nostra associazione ha come obbiettivo solo quello della tutela dei consumatori e di conseguenza desidera, semplicemente, essere informata per poi, a sua volta, informare quanti, cittadini, utenti e consumatori, vogliono conoscere lo stato attuale dell’acqua che arriva alle loro abitazioni, con la pubblicazione dei risultai “aggiornati” e non datati come invece avvenuto/avviene.

Desideriamo sollecitare, infine, quanti ne sono dalla legge deputati, a voler monitorare continuamente l’acqua che fuoriesce da tutti i rubinetti e che vengano eseguiti continui controlli sulla potabilità (o meno) dell’acqua mentre invitiamo, ancora una volta l’A.C., a voler provvedere alla chiusura di tutte le fontanelle pubbliche e/o di affiggere il cartello con la scritta “acqua non potabile” nonché alla distribuzione di acqua potabile a mezzo di autobotti (Macerata docet: in 24 ore ha risolto il problema della non potabilità dell’acqua; Cefalù, invece, dopo bel oltre 24 mesi………) oltre che per le case, soprattutto per rifornire esercizi pubblici, panifici, scuole, ecc… stante il perdurare della criticità dell’acqua potabile che, sicuramente, ci fa avvicinare, sempre più, ai paesi del terzo mondo.

Ma un Sindaco, deve pensare soltanto a querelare chi diffonde “falsità”, lasciando invece ai posteri la soluzione? Molti cittadini, in questi anni si sono fatte molte domande e, purtroppo, senza avere risposte. Vogliamo tentare di rivolgerle al sig. Sindaco, confidando ci voglia rispondere?

Perché nel mese di aprile del 2016, LEI, NON gestore del SII (così a tutt’oggi asserisce, pur avendo l’Amap cessato il servizio il 31 gennaio 2016) è stato visto aggirarsi, con tanto di piccone in mano, ad aprire/chiudere saracinesche, per immettere acqua grezza miscelandola con l’acqua che, sino ad allora, veniva fornita dal potabilizzatore? Se così fosse, perché non ha emesso nessuna ordinanza? Per non procurare nessun allarme? Quindi, potremmo affermare che sin dal mese di aprile NON era acqua POTABILE quella che usciva dalla rete idrica comunale? E, perché?
E’ vero che a fine maggio del 2016 Lei scrisse alla ditta Sorgenti Presidiana, chiedendo di immettere ulteriori mc d’acqua (oltre ai 6.500 mc) e se si fosse rifiutata, Lei avrebbe immesso acqua grezza in rete? Cosa ha risposto Presidiana? Ha successivamente immesso l’acqua grezza o no?
E’ vero che alcuni mesi prima del devastante incendio (16giugno2016) che ha visto coinvolti parecchi comuni, oltre che Cefalù, QUALCUNO ha fatto costruire un bypass, presso il potabilizzatore? Perché? A cosa doveva servire? Preveggenza divina?
A causa dell’incendio è stata emessa l’Ordinanza n. 50 (e non stiamo qui a riscriverla, anche se molti cittadini, ancora oggi, la sconoscono!) e che avrebbe dovuto essere TEMPORANEA! Ebbene, a giugno dell’anno prossimo, saranno ben TRE gli anni di acqua non potabile. Può ancora definirsi “temporanea”?
Dopo varia corrispondenza con Sorgenti Presidiana che La informava che avrebbe proceduto a non erogare più acqua potabile (vedi allegato) per mancanza di crediti non potuti riscuotere, lei il 18 settembre ’17 con ordinanza n. 71 (?)) ha fatto apporre i sigilli, per SEI mesi (ma, che continua ancora ad essere requisito) al potabilizzatore e da quel momento, si sarebbe proceduto all’erogazione di acqua mediante clorazione. Come nelle foto allegate (il prima e il dopo)? Chi di competenza, ha mai verificato, in loco, come viene effettuata la clorazione? Certo che se dovesse avvenire ancora come rappresentato nelle foto…………..
Ha mai dato una risposta a quel dipendente “licenziato” da Sorgenti Presidiana http://www.qualecefalu.it/print/21179, assieme ad altri lavoratori e tecnici?
Lei, ostinatamente continua, pur in presenza di una sentenza del TAR (allegata) a dichiararsi non gestore del S.I.I. Perché non partecipa ai cittadini dell’incontro/i con S.E. il Prefetto e delle varie riunioni con l’ATI? Perché non pubblica i verbali dell’ATI? Si rende conto di quanto danno si sta arrecando alla popolazione tutta? Si rende conto che, non emettendo le fatture per i consumi a datare dal 1febbraio2016 CHI potrebbe essere chiamato a risarcire il mancato introito per gli anni pregressi/futuri? O per non averle emesse in tempo utile e quindi, prescritte? E che, avrebbero dovuto essere emesse con cadenza bimestrale/trimestrale e che NON dovranno (quando e se saranno?) essere cumulative? Visto la ripresa delle attività scolastiche, con quale acqua viene rifornita la scuola materna per cucinare i cibi? Si sono fatti apporre i divieti di “acqua non potabile” in tutte le scuole? Si sono presi accordi con la Protezione Civile per avere le autobotti? Autobotti che avrebbero sicuramente soddisfatto i bisogni dei tanti cittadini che non possono né comprarsi acqua minerale (a tal uopo: cittadini, conservate gli scontrini per poter far ricorso al Giudice di Pace!) né potersela procurare? Ma tanto, c’è l’ordinanza che toglie le castagne dal fuoco………..
– Ci sono due (o uno!) soli rubinetti da dove esce acqua (potabile?) Prima c’era un cartello con su scritto “acqua potabile” ma, successivamente, è scomparso. Rubinetti che possono essere solo usufruiti se si è in possesso di una Card! Card, che sono state distribuite, sempre sotto una sua sindacatura, allorquando emanò un’ulteriore ordinanza di NON POTABILITA’ nell’anno 2013 ma, per il solo centro storico. Adesso che la nuova ordinanza riguarda invece l’intera città, perché le card non vengono distribuite a tutte le famiglie? Sempre che, però, l’acqua sia potabile! Avevamo chiesto un po’ di tempo fa, di sapere che tipo di acqua viene fornita ai cittadini; chi la porta e, se con autobotte, se é idonea al trasporto; chi fa la manutenzione della vasca e ogni quanto viene effettuata; se vengono eseguite regolarmente analisi di potabilità e ogni quanto viene effettuato il cambio.

E’ stato querelato/denunciato http://www.qualecefalu.it/node/22436? Inoltre: CONDANNA parte attrice al pagamento, in favore della società convenuta, delle spese nella misura di € 20.000,00 oltre CPA, spese generali e IVA come per legge (chi pagherà? Il Sindaco o ancora una volta gli inconsapevoli e indifesi cittadini)?

Al sig. Sindaco vogliamo ricordargli che come Associazione a tutela dei consumatori, segnaliamo la lesione palese del diritto ad essere informati di quanti, cittadini, utenti e consumatori, vorrebbero conoscere la composizione dell’acqua che arriva alle loro abitazioni, pubblicandone i risultai sul sito del comune “aggiornati”. Appare singolare, se non inspiegabile, che questi dati continuano ad oggi a volere essere occultati alla cittadinanza per ragioni misteriose ma che comunque, destano sospetti. E chi si azzarda a renderli pubblici, arriva immediata la minaccia di querela.

Qualche altra domanda, la vogliamo invece rivolgere al responsabile U.O.T. di Cefalù: quanti sono a tutt’oggi i locali visitati e trovati in regola (o no)? I panifici? I tantissimi B&B? Trattorie, bar, ristoranti, alberghi, e chi più ne ha, più ne metta? E soprattutto, le scuole? Le fontanelle, perché non vengono chiuse, se non hanno affisso alcun divieto? Ci si è recati presso i locali del potabilizzatore, per verificare come avviene la clorazione? I cittadini aspettano con ansia notizie, visto il perdurare di mancanza di acqua potabile.

Chiudiamo, allegando vari articoli pubblicati sugli organi di stampa restando fiduciosi che le Autorità competenti possano “finalmente”, farci sentire meno soli in questa battaglia di civiltà e, NON DA TERZO MONDO!!
Distinti saluti.

Giovanni Brocato 
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