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“Rilascio del tesserino munito di autorizzazione all’attività di pesca ricreativa, istituzione di un registro regionale presso il Dipartimento Pesca Mediterranea dell’assessorato all’agricoltura per la tenuta della denuncia degli attrezzi usati, la registrazione della imbarcazione utilizzata, e la denuncia della quantità catturate è quanto chiediamo per dare trasparenza e legalità al settore e restituire dignità ad i pescatori che di regole ne rispettano tante e forse troppe”.
A dichiararlo Giuseppe Messina, Segretario regionale Ugl, intervenendo sulla polemica nata in Commissione parlamentare Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana in occasione dell’audizione dei Componenti della Commissione Consultiva Regionale della Pesca (CCRP) sul disegno di legge di riforma del settore della pesca. Proposta sulla regolamentazione della pesca ricreativa condivisa in larga parte dai componenti del CCRP.
“Chiediamo al Governo regionale – prosegue – di farsi carico delle proposte nel testo del disegno di legge nn.291 e 292/A sulla pesca in discussione presso la Commissione ‘di merito’ dell’Ars per la regolamentazione della pesca ricreativa ed al Parlamento regionale di sostenerle in sede di approvazione finale a Sala d’Ercole. E’ un atto di buon senso che legalizza, dopo decenni di opacità e sacche di illegalità, il segmento, quello della pesca ricreativa, che presenta importanti numeri sia tra i praticanti che per complessiva cattura, registrando un impatto negativo sulla pesca professionale.
Se ne faccia un ragione il deputato del PD all’Ars, On.le Nello Di Pasquale, protagonista di un attacco senza precedenti alla categoria dei pescatori per difendere apertamente la pesca ricreativa sgombra da limitazioni, a suo parere, con emendamenti già depositati in commissione”.
“Il lavoro intenso e qualificato fatto dalle Parti sociali, dalla rappresentanza degli organismi scientifici con il Governo regionale ed il Dipartimento pesca, prima in CCCRP e poi in Commissione parlamentare, dove si è registrata una spiccata sensibilità del presidente Orazio Ragusa sulle aspettative del settore – prosegue Messina – ha prodotto un testo qualificato ed innovativo, che per la prima volta mette al centro il pescatore, vera risorsa e sentinella del mare, introduce strumenti di gestione condivisa delle acque entro le 12 miglia e legalizza alcune aree opache dove l’illegalità è diffusa”.
“E’ davvero un peccato – conclude – non approfittare di questo momento storico per innovare e legalizzare il settore, dotandolo di uno strumento che guarda con serenità alla prossima programmazione comunitaria ed alle regole della futura Politica Comune della Pesca”.