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L’attesa è stata lunga, giorni infiniti a pensare e ipotizzare. Il Labirinto ha iniziato il suo viaggio. Dalle cattedrali gotiche, al filo di Arianna che conduce all’uscita, passando per i Miserabili di Hugo, che scendendo nelle fogne di Parigi trovano poi la luce, abbiamo viaggiato molto.
Abbiamo ammirato – scrive l’Accademia di Castelbuono – le vetrate della cattedrale di Chartres, le sue sedie uguali a quelle delle nostre case. Stupore e umiltà dentro questo meraviglioso viaggio. Al centro poi la rosa, simbolo unico di tutte le cattedrali gotiche. Religione e mito si mescolano nel percorso, quasi si confondono dentro un pensiero metafisico.
Abbiamo visitato – dice l’Accademia – anche l’Asia Minore e siamo entrati all’interno  dei suoi monasteri rupestri, isolati difficili da raggiungere. Tocca all’Orlando Furioso e alle sue gesta poliedriche, un turbinio di personaggi, di gesta, di moltitudine che fa del labirinto metafisico la storia della letteratura.
Borges e il surrealismo, e i supermercati creati ad arte, labirinti perfetti per i nostri sensi. E Poi il nome della rosa e la biblioteca del monastero, labirinto essa stessa per celare la filosofia di Aristotele.
Arduo è il cammino, e tanti occhi sgranati e menti curiose hanno iniziato il viaggio. Le nostre strade, la Palermo vecchia e Mazara: costruzioni labirintiche per ripararsi dagli assalti. Così come le processioni sacre, apparentemente uguali, riti che si perpetuano nel tempo che celano labirinti spirituali immensi.
Il viaggio – conclude l’Accademia – sarà lungo e incerto, tante, forse troppe sono le domande ed è proprio per questo che vi aspettiamo domenica 2 dicembre per continuarlo insieme, per osservare fin dove ci porterà il Filo di Arianna.