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Sono in stato di agitazione e sciopereranno per 24 ore il prossimo 13 dicembre, gli otto lavoratori dello scalo marittimo di Termini Imerese dipendenti della Europea Servizi Terminalistici che si occupa di servizi portuali. Nel corso della stessa giornata, terranno un sit in dalle 9 alle 15 davanti la sede dell’Autorità Portuale del Mare di Sicilia Occidentale all’interno del porto di Palermo.
A proclamare l’astensione da lavoro sono i sindacati di categoria, Filt Cgil e Fit Cisl Sicilia, che contestano un accordo integrativo siglato dall’azienda con un’altra organizzazione sindacale, per gli otto lavoratori di Termini Imerese e i 40 di Catania, in violazione, scrivono “del comma 13 dell’articolo 17 della legge che regola il settore e che prevede un trattamento normativo ed economico minimo che non può essere soggetto a deroghe con la contrattazione aziendale o di secondo livello e dell’articolo 52 del Contratto nazionale di Lavoro”. Nel dettaglio, l’accordo prevede fra l’altro, “l’aumento dell’orario settimanale da 36 a 40 di fatto cosi i lavoratori svolgono straordinario che non verrà mai retribuito, la sostituzione di alcuni elementi contrattuali con la consegna di buoni pasto.
Tutto questo causa una perdita in busta paga per i lavoratori che oscilla fra i 300 e i 400 euro”. Giovedì 13 quindi protesteranno i lavoratori di Termini, per Catania i sindacati attendono una convocazione dall’Autorità di Sistema portuale competente territorialmente. “Si tratta dunque di un accordo nullo che causa una serie di perdite economiche e sociali per i lavoratori – spiegano i due sindacati -, chiediamo all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, sempre attenta e sensibile ai temi che coinvolgono i lavoratori in porto, di intervenire per ripristinare le principali condizioni di legalità, palesemente calpestate”.