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“Ritrovare il dialogo e le ragioni comuni per affrontare al
meglio la doppia sfida del PD, a Roma come a Palermo. La mia posizione
è nota. Ho scelto da tempo, e per tempo, di riconoscermi nella
posizione ispirata da Graziano Delrio e Debora Serracchiani insieme ad
altri a sostegno di Maurizio Martina. Dopo due intensi giorni romani,
con loro ho avuto modo di confrontarmi e approfondire i temi di questa
stagione congressuale nazionale che si è aperta ufficialmente con
l’accettazione delle candidature. Temi che attengono alla
consapevolezza della gravità del momento storico che vive l’Italia e
che proprio il Capogruppo PD alla Camera ha dichiarato con il suo
richiamo in una recente intervista su Repubblica. Di lavorare cioè
insieme per “ aggregare una generazione che raccolga le energie
giovani di diverse culture democratiche”. Perché “è importante
affinare lo spirito e il patrimonio ideale dei democratici,
conservando a ogni costo l’unità. Perché le diversità siano alla fine
un arricchimento e non una divisione. Perché il nostro nemico, alla
fine, è la destra… Se questo richiamo al dialogo e all’unità vale sul
piano nazionale, tanto più è ancora più valido e urgente a livello
regionale.
Infatti, dopo l’esito delle primarie del PD con il ritiro di uno dei
due candidati e la proclamazione dell’altro, unico e solo rimasto in
campo, si apre un inedito scenario politico che impone un diverso
approccio rispetto alla circostanza, non verificatasi, di un esito
naturale risultante dalle urne. Senza problemi, posso qui dire quanto
a caldo ho avuto modo di dire in privato al neo proclamato segretario.
Oggi più che mai, per forza oggettiva delle cose, sta in capo proprio
al neo segretario regionale del PD quel carico in più d’iniziativa
politica finalizzata a recuperare le fila di un discorso interrotto,
creando e favorendo quelle condizioni minime affinché ognuno possa
ritrovare le ragioni di una comune agibilità politica all’interno
dello stesso partito e affinché  con più forza e credibilità si
possono affrontare le sfide che il tempo attuale pone all’agenda di un
partito come il PD. Certo, sarà difficile ma occorre che si proceda in
questa direzione prima di ogni altra cosa, perché è questo che si
richiede da più parti come le cronache evidenziano con i continui
reportage come fossero inviati da un fronte di guerra.
So che per prima è lui stesso consapevole del compito che lo aspetta e
dei segnali di apertura che è chiamato a lanciare. È perciò
nell’auspicio di tutti ritrovare al più presto il senso e le ragioni
comuni per corrispondere ai tanti che guardano ancora con fiducia al
PD. Ulteriore, laceranti divisioni, non servono se non a
marginalizzare ulteriormente il PD rendendolo ininfluente. Abbassare i
toni e ritrovare un terreno comune di confronto, per quanto difficile,
è compito necessario che attiene a tutti, non solo ai protagonisti
candidati.
Non arrendersi mai alla divisione è un doppio obbligo morale e
politico insieme. Non è velleitarismo ma senso di responsabilità e
visiona alta per corrispondere a ciò che si attende la base, i tanti
militanti ed elettori”. Lo afferma Gandolfo Librizzi del Partito
Democratico siciliano.