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Orgoglio madonita al De Seta “ Le stelle non hanno padroni”

E’ arrivata finalmente, la proiezione del film “le stelle non hanno padroni” a Palermo, presso il cinema De Seta ai Cantieri culturali della Zisa, dopo le tante proiezioni nel comprensorio madonita ed il debutto a novembre, a Petralia Sottana.
Il de Seta, ieri sera era stracolmo di un pubblico attento e desideroso di condividere una grande gioia, la nascita di una realtà artistica madonita.
Una produzione , frutto di un lavoro di sinergie ed espressione di una vivacità intellettuale di un gruppo di persone, che ha voluto con questa produzione omaggiare la memoria di un concittadino Epifanio Li Puma , ma nello stesso tempo dare voce alla memoria dell’impegno della lotta sociale, che ha visto protagonista la classe operaia e non, a braccetto, insieme per rivendicare i diritti sulla terra e il lavoro, senza più sottostare ai sopprusi dei presunti “padroni”.
Il film è riuscito molto bene a far riflettere su temi universali, attraverso un’intelligente scelta di citazioni letterarie e metafore.
Il film si apre con l’immagine di un gruppo di studenti nello splendido Istituto Magistrale di Petralia Sottana, che ha dato luce a tanti uomini che hanno ricoperto ruoli rilevanti nella nostra società , il professore in aula chiede agli studenti : “cosa propone Agnese a Renzo e Lucia, quando don Rodrigo si oppone al loro matrimonio? Agnese, propone loro di rivolgersi all’avvocato, non in quanto uomo , ma in quanto rappresentante della legge e la legge nasce per regolare la convivenza civile”su questo tema si gioca l’intera storia narrata.
La legge è uno strumento al di sopra delle azioni umane, spesso ingabbiate dai sentimenti, ragioni o prepotenze umane,che mancano pertanto spesso di obiettività, ecco perchè la legge è importante, perchè stia sopra le parti e garantisca uguaglianza per tutti.
Li Puma, appare più volte nel film con la sua figura di trascinatore dei gruppi, conoscitore delle leggi, non si parla della sua vita, tutto resta sospeso per dare spazio ai giovani che con lui hanno combattuto, vedi il giovane, Salvatore, che mai si fece chiamare Salvatore ma semplicemente Turiddu, figlio di una classe borghese, che mostra sin da piccolo una personalità aperta, non conformista., mostra sensibilità a ciò che è diverso, a ciò che non è giusto e và corretto. Il ragazzo fa un percorso di crescita interiore ed intellettuale raffinatissimo, che viene descritto benissimo nelle scene del film, dove lotta contro alcune regole di famiglia, scontrandosi con il padre e la classe sociale a cui appartiene, per poi arrivare ad esprimere se stesso e la sua volontà,in quel meraviglioso passaggio con riferimento a Kant in cui si cita il “sapere aude” “abbi coraggio” e provare a fare, non solo ciò che è più conveniente, ma ciò che è giusto.
È poi c’è un “viddranu ca a scorcia” come diciamo noi , il protagonista in assoluto , il giovane che sin da piccolo ha un sogno “volere diventare una stella” convinto che le stelle non hanno padroni , vivono di luce e non temono nessuno.
Attori bravissimi, scene semplici, ma incisive, il dialetto madonita un suono meraviglioso da ascoltare, con le sue cadenze che per chi le conosce bene, profumano di casa.
La sala del De Seta,ieri gremita da un pubblico davvero entusiasto, dove aleggiava un senso di orgoglio per appartenere a terre meravigliose, ricche di storia.
Ieri sera si palpava un’emozione forte e condivisa.
Più volte è stato ribadito dal regista e dagli attori presenti, che hanno presentato il film, il desiderio con questo lavoro riuscitissimo, di dare un segnale forte della volontà di non abbandonare un territorio che stà subendo la triste realtà dello spopolamento giovanile , a causa della mancanza di lavoro e problemi di vario genere.
Un plauso davvero all’intera organizzazione, sottolineato anche dal commento del sindaco di Palermo Orlando, presente in sala e l’auspicio che il film arrivi nelle scuole, perchè possa essere visionato per conoscere un pezzo di storia importante che ci inorgoglisce e che appartiene a tutti. Un’occasione per vedere come la paura della prepotenza, della mafia, del baronaggio, non deve soffocare le azioni e la certezza che laddove si agisce nel rispetto della legge nessuno deve indietreggiare, la differenza tra gli uomini che scrivono la storia e quelli che non la scrivono stà proprio in questo, nella coscienza del fare, certi della bontà delle azioni.
Citiamo la regia di Salvatore Bongiorno, la sceneggiatura di Giampiero Farinella, Mirco Inguaggiato e tutti gli altri che non citiamo, ma sappiamo quanto sono stati bravi, perchè lo abbiamo visto, il film parla per loro.

Sabrina Miriana