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Una giornata di ordinaria follia a Piano Battaglia – domenica 27 gennaio 2019

Questa foto ritrae una delle due sale da pranzo del Rifugio Marini preparata per ospitare un gruppo di turisti, regolarmente, prenotati che stamattina, da Porto Empedocle, dovevano raggiungere Piano Battaglia con 2 pullman appositamente noleggiati per una giornata da trascorrere sulla neve con relativo pranzo.
La mancanza di mezzi, lo scarso coordinamento degli operatori che operano sul territorio e lasciatemi dire anche l’impreparazione di chi sovrintende all’ordine pubblico e alla viabilità a Piano Battaglia hanno fatto sì che più di 20 autobus sono stati fermati all’altezza del Parco Avventura e invitati a ritornare indietro dopo lunghe ore di attesa. Qualcuno, ignaro della distanza da percorrere, non si è rassegnato allo stop e si è incamminato, a piedi, non sapendo degli otto chilometri da percorrere per raggiungere la destinazione.
Oggi avevamo prenotazioni per 190 coperti e abbiamo servito 60 pasti perdendo tra ristorante e bar circa 4.000 euro senza poi contare lo spreco del cibo preparato che andrà buttato via: per una piccola economia come la nostra sono davvero tanti.
I turisti sono rimasti per ore in aperta strada provinciale senza viveri, senza possibilità di servizi igienici e soprattutto senza nessun tipo di assistenza. Si sono ovviamente ripromessi di non tornare più a Piano Battaglia, non distinguendo i responsabili del disastro odierno.
Anche noi siamo fortemente amareggiati, lavoriamo da anni su questo territorio cercando di promuovere un turismo consapevole anche in inverno quando i problemi di Piano Battaglia si amplificano: la manutenzione delle strade, i servizi inesistenti e l’offerta ricettiva inadeguata rispetto alla domanda di posti letto. Ogni anno è sempre peggio, tante belle parole e braccia allargate.
Chiuso l’episodio di oggi ci chiediamo se qualcuno si adopererà per assicurare la piena fruibilità della località nel prossimo fine settimana o, invece, spererà che anche noi, così come gli altri operatori economici rimasti, desisteremo chiudendo l’attività rassegnandoci al triste destino che tanto le cose non cambieranno mai. Nonostante tutto, noi cercheremo di fare ancora la nostra parte.

Giovanni Faletra
Gestore di Rifugio Marini